L’inchiesta sulla Liberty Lines, i viaggi con navi vecchie e lesionate: “Qui portiamo la gente a morire…”
Dalle intercettazioni che hanno portato al sequestro della società emerge che i mezzi sarebbero stati utilizzati nonostante fossero “tutti scassati” mettendo a rischio l’incolumità di migliaia di passeggeri.
Avarie nascoste per potere incassare i contributi della Regione. Il presidente del Cda: “Povera gente che cammina su ‘sti aliscafi, non sanno a cosa vanno incontro…”. Sono 46 gli indagati .
Vecchi, “storti”, con mille difetti, “scassati” e tenuti “una chiavica”, mezzi sui quali fare una riparazione avrebbe significato che gli operai “saldano sul marcio, chiodano sul marcio, riparano sul marcio…”.
Che la flotta della Liberty Lines fosse composta da imbarcazioni “che neanche dovrebbero uscire” lo avrebbero saputo tutti, tranne forse i passeggeri la cui sicurezza – per via di lesioni, infiltrazioni d’acqua, problemi ai motori e tanto altro – sarebbe stata costantemente messa a rischio.
Tanto che qualcuno – e non uno a caso, ma il presidente del Cda della società, Alessandro Forino – non esitava a dire: “Povera gente che cammina su ‘sti aliscafi, i passeggeri, non sanno a cosa vanno incontro…”, e qualcun altro rimarcava che “noi non è che possiamo morire così, perché qua si tratta di morire…” e “io cristiani a morire non ne porto”.
È questo il contesto in cui è maturata l’inchiesta della guardia di finanza, coordinata dalla Procura di Trapani, che ha portato al sequestro della compagnia di navigazione (che la difesa ha già annunciato di voler impugnare) che in convenzione con la Regione si occupa di collegamenti veloci con le isole minori.
Si tratta di imbarcazioni sulle quali non salgono soltanto i siciliani, ma anche tantissimi turisti che arrivano da tutto il mondo.
E che – a leggere le carte dell’inchiesta – chissà quante volte saranno arrivati a destinazione sani e salvi quasi per miracolo. Perché, secondo gli inquirenti, in tantissimi casi – almeno tra il 2021 e il 2022 – la Liberty avrebbe dovuto dichiarare l’avaria delle imbarcazioni e invece non lo avrebbe fatto in modo da non perdere le decine di milioni che riceve ogni anno dalla Regione per garantire un servizio pubblico.
[ MessinaToday]









