Eolie, allarme tartarughe marine: pesca e plastica tra le principali minacce. Avanza anche la tutela della biodiversità nel Mediterraneo
Nel 2026 il Turtle Point di Lipari ha effettuato 21 recuperi di tartarughe marine. Intanto, il progetto Energy4Blue di E.ON registra importanti risultati anche nel ripristino delle praterie di Posidonia oceanica.
La tutela della biodiversità marina passa attraverso due fronti fondamentali: la protezione delle tartarughe marine e il recupero degli habitat naturali del Mediterraneo. È questo il bilancio della stagione 2026 del programma Energy4Blue di E.ON, che ha sostenuto importanti attività sia nell’Arcipelago Eoliano che alle Isole Tremiti.
Eolie, 21 recuperi di tartarughe marine nel 2026
Particolarmente significativo il lavoro svolto nelle Eolie grazie alla collaborazione con Filicudi Wildlife Conservation e al supporto del Turtle Point di Lipari, diventato un punto di riferimento per il recupero e il primo soccorso delle tartarughe marine in difficoltà.
Nel corso dell’anno sono stati effettuati 21 recuperi, e i dati raccolti confermano come circa il 90% dei casi sia riconducibile ad attività umane: attrezzi da pesca abbandonati, reti e lenze disperse in mare, ingestione di plastica, ami da palangaro e collisioni con imbarcazioni.
Durante il periodo riproduttivo è stata inoltre osservata una maggiore presenza di esemplari adulti sotto costa, circostanza che aumenta il rischio di interazione con le attività antropiche. Gli esperti hanno anche registrato una diminuzione della presenza di Caretta caretta rispetto al 2025, fenomeno che potrebbe essere collegato alle anomalie termiche e all’aumento delle temperature superficiali del Mediterraneo, con possibili ripercussioni sulle rotte migratorie della specie.
Un ruolo decisivo è stato svolto anche dalle attività di sensibilizzazione rivolte a residenti, turisti e volontari, culminate nella prima edizione della Summer School del Turtle Point di Lipari, che ha contribuito ad ampliare la rete delle segnalazioni e la consapevolezza sull’importanza della tutela del mare.
Il ripristino della Posidonia, polmone del Mediterraneo
Accanto alla salvaguardia delle tartarughe marine, il programma ha prodotto risultati incoraggianti anche sul fronte del recupero della Posidonia oceanica, pianta marina fondamentale per la salute degli ecosistemi costieri.
Alle Isole Tremiti, il progetto Save the Wave, promosso dalla Commissione Oceanografica Intergovernativa dell’UNESCO in collaborazione con E.ON e l’Università di Bari, ha registrato una significativa crescita delle aree ripristinate. Il sito realizzato nel 2025 ha visto aumentare la copertura della Posidonia dal 29,6% al 38,3%, mentre la densità ha raggiunto i 75,1 germogli per metro quadrato, il valore più elevato rilevato dall’avvio del programma.
Dal 2022 ad oggi sono stati recuperati complessivamente 280 metri quadrati di praterie di Posidonia tra Mondello e le Tremiti, coinvolgendo oltre 9.200 persone attraverso attività formative, eventi e iniziative di citizen science.
Un modello da rafforzare anche nelle Eolie
I risultati ottenuti dimostrano quanto sia importante investire nella conservazione del mare attraverso la ricerca scientifica, il coinvolgimento delle comunità locali e la tutela degli ecosistemi.
Per il futuro, Filicudi Wildlife Conservation punta a trasformare il Turtle Point di Lipari in un centro operativo permanente, attivo tutto l’anno per l’accoglienza e la cura delle tartarughe marine. Un passo che consentirebbe di rafforzare ulteriormente la rete di soccorso nelle Eolie, uno dei territori più preziosi del Mediterraneo per la biodiversità marina.
La sfida, oggi, è continuare a proteggere il mare riducendo l’impatto delle attività umane e preservando habitat fondamentali come le praterie di Posidonia, indispensabili non solo per la fauna marina, ma anche per l’equilibrio ambientale delle nostre coste.






