Trapani – 20 novembre 2025 – Un vero terremoto giudiziario scuote il settore dei trasporti marittimi siciliani. La Guardia di Finanza, dalle prime ore del mattino, ha fatto irruzione nella sede principale e negli uffici secondari della compagnia di navigazione Liberty Lines, gestita dalla famiglia Morace e leader nei collegamenti veloci con le isole minori della Sicilia.
Al centro dell’indagine ci sono i rapporti economici tra la società e la Regione Siciliana, in particolare le somme riconosciute per garantire il servizio pubblico di trasporto marittimo. Non è la prima volta che il tema finisce sotto la lente della magistratura: già nel 2017 era stato oggetto dell’inchiesta Mare Monstrum.
I numeri dell’inchiesta
- 67 indagati coinvolti.
- Perquisizioni non solo negli uffici di Liberty Lines, ma anche in almeno una sede della Capitaneria di Porto.
- Un provvedimento di sequestro che avrebbe colpito direttamente la società.
La reazione della compagnia
Con una nota ufficiale, Liberty Lines ha cercato di rassicurare utenti e istituzioni:
“Confermiamo piena fiducia in un esito positivo delle indagini. Il servizio pubblico di collegamento veloce con le isole siciliane proseguirà regolarmente.”
Dunque, almeno per ora, non ci saranno interruzioni nei collegamenti con le isole minori.
La battaglia legale
Gli avvocati della società e degli azionisti – Alfonso Furgiuele, Lorenzo Contrada e Giovanni Di Benedetto – contestano il sequestro disposto dalla Procura di Trapani, definendolo privo dei presupposti necessari. Secondo la difesa, non vi sarebbe né urgenza né motivazione sufficiente a giustificare il provvedimento. Annunciano quindi battaglia legale, certi che davanti al giudice “verranno rappresentati gli elementi che impongono la caducazione del decreto”, con l’obiettivo di ripristinare completamente l’operatività dell’azienda.
Un settore sotto pressione
L’inchiesta arriva in un momento delicato, nel pieno della stagione dei contratti per i trasporti marittimi, e rischia di avere ripercussioni sull’intero comparto. La vicenda riporta al centro del dibattito pubblico il tema della gestione dei fondi pubblici e della trasparenza nei rapporti tra istituzioni e operatori privati.









