Il MuMa Museo del Mare Milazzo porta la propria esperienza a Barcelona, in Spagna, partecipando alla conferenza annuale dell’European Marine Science Educators Association (EMSEA), ospitata dall’Institut de Ciències del Mar (ICM).
Di Carmelo Isgrò
Direttore MuMa Museo del Mare Milazzo
L’appuntamento ha riunito educatori, ricercatori ed esperti provenienti da diversi Paesi europei impegnati nell’Ocean Literacy, l’Educazione all’Oceano, offrendo un’importante occasione di confronto sulle metodologie attraverso cui avvicinare la società alla conoscenza del mare e alla comprensione del ruolo fondamentale che l’Oceano svolge per la vita sul pianeta.
Tra le esperienze presentate anche quella del museo siciliano, con il “MuMa Model”, l’approccio educativo sviluppato a Milazzo che integra conoscenza scientifica, narrazione, arte, strumenti digitali, natura e dimensione antropologica per costruire un rapporto più profondo tra le persone e il mare.
A rappresentare il MuMa a Barcelona è stata la Vicedirettrice, l’oceanografa americana Carolyn Berger, che ha illustrato come l’esperienza museale sia pensata non soltanto per trasmettere informazioni e concetti scientifici, ma anche per stimolare curiosità, empatia e coinvolgimento personale.
Attraverso il percorso espositivo, la narrazione, l’arte, le tecnologie digitali e il giardino botanico, studenti e visitatori vengono accompagnati verso una maggiore comprensione dei principi dell’Ocean Literacy, cercando allo stesso tempo di creare un legame emotivo con il mare e con gli ecosistemi naturali.
È questo uno degli elementi centrali del modello sviluppato dal MuMa: la conoscenza scientifica diventa più efficace quando riesce a dialogare con l’esperienza personale e con la dimensione emotiva dell’individuo, trasformandosi progressivamente in consapevolezza e responsabilità.
Alla conferenza ha partecipato anche Emanuele Golino, responsabile scientifico della ricerca didattico-educativa e del coordinamento pedagogico del MuMa ed esperto di Blue Curriculum, rafforzando il confronto sulle metodologie educative e sull’integrazione dell’Ocean Literacy nei percorsi di apprendimento.
L’incontro internazionale è stato inoltre l’occasione per presentare alcune delle progettualità attraverso cui il MuMa sta sviluppando e sperimentando nuove forme di divulgazione ed Educazione all’Oceano.
Tra queste “Let’s Digitise MuMa” e il “Cassiopea Project”, realizzati grazie al supporto del Gruppo PRADA, in partnership con la Commissione Oceanografica Intergovernativa dell’UNESCO (UNESCO-COI), nell’ambito del programma SEA BEYOND.
La partecipazione alla conferenza di Barcelona ha permesso inoltre di avviare nuovi contatti con realtà europee attive nell’Ocean Literacy e di esplorare nuove prospettive di collaborazione internazionale nel campo dell’educazione, della ricerca e della divulgazione scientifica.
«Portare il MuMa in un contesto europeo significa condividere un’esperienza nata a Milazzo ma costruita intorno a un principio universale: non basta conoscere il mare, dobbiamo riuscire a creare una relazione con esso – sottolinea Carmelo Isgrò, biologo, Fondatore e Direttore del MuMa Museo del Mare Milazzo –. La conoscenza scientifica è fondamentale, ma quando alla conoscenza si uniscono emozione, esperienza ed empatia può nascere una consapevolezza più profonda. Ed è da questa consapevolezza che può svilupparsi il desiderio di proteggere l’Oceano».
La presenza a Barcelona rappresenta così un ulteriore passo nel percorso internazionale del MuMa, che da Milazzo continua a costruire relazioni e collaborazioni per contribuire alla diffusione dell’Ocean Literacy e di una nuova cultura del rapporto tra essere umano e mare.






