MESSINA – Si avvicina una data cruciale per il futuro amministrativo della città dello Stretto.
Il prossimo 20 ottobre, infatti, il Tar di Catania sarà chiamato a esaminare il primo dei ricorsi presentati contro le elezioni comunali del 24 e 25 maggio 2026, aprendo una fase delicata che potrebbe avere importanti conseguenze sul quadro politico cittadino.
Al centro del contenzioso vi è l’ammissione delle quindici liste collegate al sindaco Federico Basile, un aspetto considerato determinante nell’esito della competizione elettorale. Parallelamente è stato depositato un secondo ricorso che punta invece a mettere in discussione la legittimità stessa dell’indizione delle elezioni comunali. Due percorsi giudiziari distinti che contribuiscono ad alimentare il dibattito e l’attenzione dell’opinione pubblica.
Al momento non esistono decisioni che facciano prevedere un immediato ritorno alle urne, ma la situazione resta aperta e sarà la giustizia amministrativa a valutare la fondatezza delle contestazioni avanzate dai ricorrenti. La discussione davanti al Tar rappresenterà il primo passaggio concreto di una vicenda che continua a tenere banco nella politica messinese.
Anche il sindaco Federico Basile è intervenuto sulla vicenda, sostenendo che Sud Chiama Nord avrebbe operato facendo affidamento sulle indicazioni provenienti dagli organi regionali competenti. Il primo cittadino ha inoltre ribadito che il movimento sarebbe stato comunque in grado di raccogliere le firme necessarie per la presentazione delle liste qualora fosse stato necessario.
Mentre il confronto politico continua ad accendersi, il 20 ottobre si profila come il primo vero banco di prova giudiziario. Da una parte vi sono le contestazioni sull’ammissione delle liste che hanno sostenuto Basile, dall’altra i dubbi sulla legittimità dell’intera procedura elettorale. Elementi che mantengono alta l’attenzione sul futuro amministrativo e politico della città di Messina.






