È imminente l’avvio del Fascicolo Sanitario Elettronico (Fse) 2.0 in Sicilia, uno strumento digitale che promette di rivoluzionare la gestione della salute dei cittadini.
Finanziato con i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) nell’ambito della Missione 6 “Salute”, il Fse 2.0 raccoglierà in un unico archivio digitale la storia clinica di ogni paziente, consentendo ai medici di accedere rapidamente a esami, referti e informazioni essenziali.
Il progetto è stato avviato grazie a un protocollo d’intesa siglato tra gli Ordini dei Medici di Palermo e Messina e le rispettive Aziende Sanitarie Provinciali (Asp), approvato con decreto dall’assessorato regionale alla Salute. Palermo e Messina sono le città capofila dell’iniziativa in Sicilia, con una fase iniziale dedicata alla formazione di migliaia di professionisti sanitari.
Un progetto ambizioso per la digitalizzazione della sanità
L’investimento complessivo in Sicilia ammonta a 6,2 milioni di euro, distribuiti tra le nove Asp: 1,5 milioni per Palermo e 774 mila euro per Messina. La formazione coinvolgerà circa 7 mila professionisti nel Palermitano e oltre 3 mila a Messina, tra medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, specialisti ambulatoriali e operatori delle strutture private accreditate.
Il Fse 2.0 non è solo un archivio: è uno strumento che permette di conoscere in tempo reale la storia sanitaria di una persona, evitando duplicazioni di esami e prestazioni inutili. Il medico curante, con il consenso del paziente, potrà consultare tutti i dati con un semplice clic, anche in caso di emergenze o visite in altre regioni italiane o in Europa.
Il presidente dell’Ordine dei Medici di Palermo, Toti Amato, ha sottolineato l’importanza del fascicolo per i cittadini: «Il fascicolo sanitario elettronico è importante non solo per chi deve gestire e amministrare la salute, ma soprattutto per il cittadino. È un mezzo che gli darà ancora più diritti.
Le persone avranno una scheda cui poter accedere con il consenso del medico curante e in cui raccogliere tutti i dati: questo significa che se una persona va dal medico o al pronto soccorso e dimentica a casa gli esami, il medico stesso con un clic può sapere e vedere tutto».
Amato ha poi ricordato l’obbligo di legge: «C’è un obbligo di legge che prevede che esso sia funzionante entro il 2026. Lo abbiamo finanziato con fondi Pnrr e se questi non vengono utilizzati correttamente tornano indietro. Possiamo essere orgogliosi per essere a uno stato di avanzamento: il fatto di cominciare nel 2025 quello che dovrà poi attuarsi nel 2026 credo sia un grande passo avanti».
L’assessore regionale alla Salute, Daniela Faraoni, ha definito il Fse una vera “svolta”: «Una modalità che sicuramente semplificherà il percorso dei nostri cittadini nell’accesso alle cure, nei loro bisogni, nella presa in carico da parte delle nostre organizzazioni. La nuova organizzazione sanitaria non si muove più sul rapporto domanda-offerta, ma nella logica del bisogno che parte dal presupposto di riconoscere le effettive necessità del cittadino».
Faraoni ha inoltre evidenziato l’importanza della formazione: «Quando c’è un profilo di innovazione così profonda non si improvvisa, ma bisogna inserire ogni attività in un contesto di conoscenza. Ordine dei Medici e Cefpas ci stanno dando un contributo fondamentale per la promozione di questa nuova cultura nell’approccio alla gestione dei dati».









