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Lipari – Presentato al Centro Studi il libro “I Liparoti del Re”- Video

Lipari – Presentato al Centro Studi il libro “I Liparoti del Re”: alla Reggia di Caserta rivive il legame con le Eolie. 

Presentazione di Riccardo Gullo, con la partecipazione del prof. Pino La greca, Vega de Martini e di Gianfranco Natoli.

Un pezzo di storia poco conosciuto ma affascinante torna finalmente alla luce grazie al libro “I Liparoti del Re”, presentato al Centro Studi e dedicato al profondo legame tra le isole Eolie e la corte borbonica.

Un’opera che ricostruisce, con nuovi dettagli, la presenza dei liparoti al servizio dei Borbone, riportando al centro dell’attenzione una pagina storica rimasta a lungo ai margini della ricerca.

Durante l’incontro è emerso come questo tema fosse stato più volte sfiorato negli studi locali, senza però mai essere affrontato in maniera organica. Tracce della presenza eoliana alla corte erano già emerse in diverse occasioni: da ricerche su collezioni artistiche fino ad approfondimenti storici e archeologici. Tuttavia, solo oggi si riesce a delineare con chiarezza un quadro più completo.

Tra gli elementi che hanno contribuito a spiegare la scelta dei liparoti da parte della corte borbonica, spicca soprattutto la loro fama di eccellenti marinai. Una reputazione diffusa in tutto il Regno e tramandata anche oralmente nel tempo, ben lontana da alcune interpretazioni più crude e stereotipate che li descrivevano come uomini duri e votati al combattimento.

Il libro ricostruisce così la formazione di un vero e proprio corpo speciale di fanteria di marina, composto da liparoti, che vennero stanziati alla Reggia di Caserta. Una presenza significativa, tanto da lasciare tracce anche nell’assetto urbanistico del complesso reale, con spazi destinati ad accogliere questi uomini provenienti dalle Eolie.

Un capitolo particolare riguarda anche la figura di Ferdinando di Borbone, sovrano noto per il suo carattere popolare e per l’uso di un linguaggio diretto, spesso vicino al parlato comune. Secondo quanto emerso, il re intratteneva rapporti informali proprio con i liparoti, che considerava tra i suoi uomini più fidati, contribuendo però a creare tensioni all’interno della corte, in particolare con la regina.

La storia dei liparoti a Caserta, tuttavia, è andata progressivamente perdendosi nel tempo, fino quasi a scomparire dalla memoria collettiva. Anche per questo la pubblicazione del volume rappresenta oggi un momento importante di recupero identitario e culturale.

Nel corso della presentazione è stato inoltre sottolineato come molte vicende legate agli eoliani siano state paradossalmente meglio conservate fuori dalle isole che non nel territorio d’origine. Un esempio è quello dei tre fratelli di Salina, protagonisti di un’altra vicenda poco nota legata all’utilizzo dello zolfo di Vulcano per salvare le coltivazioni a Ischia, storia ricordata proprio sull’isola partenopea ma a lungo dimenticata nelle Eolie.

“I Liparoti del Re” si inserisce quindi in un percorso più ampio di riscoperta delle radici storiche eoliane, mettendo in evidenza il ruolo che gli isolani hanno avuto all’interno del Regno borbonico. Un racconto che non solo arricchisce la memoria collettiva, ma rafforza anche il senso di appartenenza a un territorio che, tra mito e storia, continua a rivelarsi straordinario.

L’auspicio emerso è che la ricerca possa proseguire, arrivando magari a identificare con precisione i nomi e le storie personali di quei liparoti che lasciarono le isole per servire alla corte. Un ulteriore passo per trasformare questa pagina di storia in un patrimonio condiviso e finalmente riconosciuto.

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