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LIPARI – Porto delle Genti: Comitato Eolie 2030, di chi le responsbilità?

PORTO DELLE GENTI: UN’OPERA PUBBLICA PRIMA CONTESA E POI ABBANDONATA. CHI HA FALLITO? 

La vicenda della spiaggia di Porto delle Genti richiede una lettura completa e priva di semplificazioni. Parliamo di un intervento dal valore di diversi milioni di euro, un percorso avviato dalla precedente amministrazione e non concluso entro la fine del mandato. 
L’opera è stata successivamente ripresa e completata dall’attuale Amministrazione, che ne ha rivendicato il risultato in termini di capacità operativa e gestionale.
Nel dibattito pubblico, anche attraverso i canali riconducibili al movimento “Rinascita Eoliana”, il progetto è stato più volte presentato come esempio di efficacia amministrativa. 
 
Numerose le foto pubblicate e condivise che presentavano una spiaggia finalmente tornata ai vecchi splendori e superfici d’un tempo. Gli eventi successivi impongono però una riflessione diversa. 
A seguito di una seconda mareggiata di significativa intensità, la spiaggia è tornata a scomparire, compromettendo di fatto l’intervento realizzato e riportando il contesto a una condizione di criticità. 
In questo quadro, è necessario riportare l’attenzione su alcuni elementi oggettivi:
– ogni opera pubblica nasce da una progettazione tecnica;
– ogni progetto è sottoposto a verifiche e validazioni;
– ogni fase esecutiva richiede controllo e responsabilità precise.
 
Committente, progettista, esecutore, controllore, realizzatore. Chi ha fallito?
Quando il risultato non regge alle condizioni ambientali “ampiamente prevedibili”, è doveroso attivare un processo di verifica puntuale: progettuale, esecutivo e amministrativo.
 
Lo si deve quale forma di rispetto alla popolazione, perché la questione riguarda l’utilizzo di risorse pubbliche e, quindi, l’interesse diretto della comunità, oltre al rispetto di chi per queste opere si è speso nel corso della propria vita. 
Porto delle Genti, inoltre, non è un luogo qualsiasi. Nella tradizione locale è associato all’approdo delle reliquie di San Bartolomeo, oggi patrono dell’isola, elemento che ne rafforza il valore simbolico e identitario oltre a quello urbano e turistico. 
 
È l’unica spiaggia prossima al centro storico, inserita in un contesto che, pur mantenendo la classificazione di area portuale e quindi non ancora balneabile, conserva una funzione centrale nell’immaginario collettivo e grandi potenzialità di fruizione. 
Per queste ragioni: 
1) è necessario chiarire in modo trasparente le responsabilità tecniche e amministrative;
2) è opportuno valutare le eventuali conseguenze derivanti da errori o carenze nelle fasi di progettazione, verifica ed esecuzione;
3) è indispensabile riconsiderare l’intervento con criteri adeguati alle dinamiche marine del sito;
4) è prioritario restituire alla comunità uno spazio che ha valore storico, simbolico e potenziale rilevanza turistica. 
Una gestione corretta delle opere pubbliche si misura sulla capacità di affrontare e chiarire anche gli esiti problematici, non soltanto quelli favorevoli. 
Il Comitato si rivolgerà anche la Corte dei Conti. 
 
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