(Vulcano) — Dopo dieci mesi di chiusura forzata, la celebre pozza dei fanghi dell’isola di Vulcano torna accessibile al pubblico.
Il sito, tra le attrazioni più note delle Eolie, è stato riaperto in seguito al dissequestro disposto il 3 aprile dalla sezione penale della Procura di Barcellona Pozzo di Gotto.
La decisione arriva al termine di un percorso avviato dall’avvocato Rosario Venuto, legale di Gustavo Conti, rappresentante della società Geoterme srl, che gestisce l’area. Due istanze presentate alla Procura e una relazione dei carabinieri di Vulcano, datata 6 marzo, hanno certificato il rispetto delle prescrizioni imposte dopo l’incidente che aveva portato al sequestro.
Il sequestro del giugno 2025
La pozza era stata posta sotto sequestro l’11 giugno dello scorso anno, dopo che un turista lombardo aveva riportato gravi ustioni alle gambe pochi minuti dopo essersi immerso nelle acque sulfuree. L’episodio, avvenuto l’8 giugno, aveva spinto la Procura a disporre accertamenti immediati, coinvolgendo i carabinieri di Lipari e Vulcano.
L’obiettivo era verificare le condizioni di sicurezza del sito, la gestione degli accessi e l’adeguatezza delle misure informative rivolte ai visitatori, in un’area naturalmente caratterizzata da fenomeni geotermici intensi.
La riapertura rappresenta un passaggio importante per l’economia locale, soprattutto in vista della stagione turistica. La pozza dei fanghi, infatti, è uno dei simboli dell’isola e richiama ogni anno migliaia di visitatori attratti dalle proprietà terapeutiche dei fanghi sulfurei e dall’unicità del paesaggio vulcanico.









