Pomeriggi Culturali Eoliani – Sabato 20 giugno ore 19,00. Leandro Arpinati, il “Pontefice Nero” del fascismo al confino di Lipari
C’è un capitolo poco conosciuto della storia eoliana che racconta di uno dei volti più potenti del primo fascismo italiano costretto, per qualche anno, a vivere tra le viuzze di Lipari.
Leandro Arpinati, nato a Civitella di Romagna nel 1892, era stato tutt’altro che un fascista qualsiasi: anarchico individualista in gioventù, amico personale di Mussolini, capo dello squadrismo bolognese, podestà di Bologna e poi sottosegretario agli Interni, fu anche presidente del CONI e della Federazione Italiana Gioco Calcio. Un uomo che, all’apice della sua carriera, sembrava destinato a salire ancora più in alto nella gerarchia del regime.
[Fonte Fratellispazzoli]
La caduta arrivò però bruscamente. Lo scontro durissimo con Achille Starace, segretario del PNF, accusato da Arpinati di tradire l’ideale fascista per interessi personali, lo portò all’espulsione dal partito e, nella notte tra il 26 e il 27 luglio 1934, all’arresto con l’accusa di aver mantenuto un atteggiamento ostile alle direttive e all’unità del regime. La condanna: cinque anni di confino a Lipari.
[Fonte Wikipedia]
Sull’isola, Arpinati visse sotto stretta vigilanza, come testimoniano alcune fotografie e cartoline scattate proprio nel 1934, oggi conservate negli archivi di Stato e raccolte da appassionati di storia locale. Le immagini lo mostrano in riva al mare, sul balcone della sua dimora, in una viuzza dell’isola sempre accompagnato dalla guardia del corpo, e persino impegnato in una partita a scacchi.
Dopo due anni, nel 1936, gli fu concesso di tornare nella sua tenuta di Malacappa, vicino Bologna, ma sempre agli arresti domiciliari. La sua storia si concluse tragicamente: nel 1943 rifiutò l’invito di Mussolini ad aderire alla Repubblica Sociale e strinse contatti con la Resistenza, ma il 22 aprile 1945, il giorno dopo la liberazione di Bologna, fu ucciso da un gruppo di partigiani.
[Fonte Archiginnasio]
Una vicenda che lega, ancora una volta, le piccole isole a grandi pagine della storia nazionale: Lipari, terra di confino per molti dissidenti e personaggi scomodi del Ventennio, conserva nelle sue pietre tracce di un passato che merita di essere raccontato e ricordato.






