Acquacalda, è corsa contro il tempo: una frazione di Lipari in lotta da vent’anni contro il mare
Lipari, 2026 – Una voragine che si apre sull’asfalto. Il mare che entra nelle case. Una strada provinciale che cede sotto i colpi delle mareggiate. E una comunità stanca di aspettare.
Ad Acquacalda, frazione a nord di Lipari, la situazione è di nuovo al centro dell’attenzione: la corsa contro il tempo per mettere in sicurezza questo tratto di costa non si è ancora fermata.
Una storia che si ripete da vent’anni
L’emergenza erosione costiera ad Acquacalda minaccia il litorale e le abitazioni della frazione di San Gaetano da oltre vent’anni. Un problema antico, dichiarato ufficialmente dallo Stato nei primi mesi del 2020, che si è aggravato nel tempo senza trovare una soluzione definitiva.
Il mare ha invaso più volte il lungomare di San Gaetano, spingendosi sin dentro le abitazioni limitrofe e sommando danni su danni. Acquacalda si trova affacciata a nord, ed è quindi soggetta ai venti del nord e al maestrale, rendendola particolarmente vulnerabile alle mareggiate che ogni anno diventano sempre più imponenti.
La voragine e il blocco della SP 180
A marzo 2026 la situazione è precipitata ulteriormente. Una voragine profonda alcuni metri si è aperta sul lungomare di Acquacalda. La chiusura del tratto di strada si è resa necessaria.
L’asfalto ha ceduto, il mare ha scavato da sotto e una frazione si è ritrovata ancora una volta sull’orlo dell’isolamento, con bambini che devono andare a scuola, persone con patologie importanti che necessitano di cure e anziani costretti a percorrere tutto il lungomare per raggiungere la prima fermata dell’autobus.
I cittadini si mobilitano
Di fronte all’ennesima emergenza, la comunità ha risposto con forza. In 600 tra residenti, proprietari di immobili ed esercenti commerciali hanno promosso una petizione indirizzata al Comune di Lipari, alla Regione Siciliana e alla Protezione Civile regionale per chiedere interventi strutturali e definitivi.
In precedenza, una petizione di 80 cittadini promossa dal Comitato spontaneo “Acquacalda e Porticello”, era stata indirizzata ai ministri Nello Musumeci e Gilberto Pichetto Fratin, all’onorevole Pino Galluzzo, oltre che al sindaco Riccardo Gullo e alla Capitaneria di porto, denunciando la vulnerabilità del litorale alle mareggiate sempre più intense e frequenti.
Burocrazia contro il mare
Il nodo vero resta quello burocratico. La gara da oltre 3 milioni di euro per attuare il progetto elaborato dalla società messinese Dinamica, aggiornato su input della Protezione Civile, non ha ancora trovato sblocco definitivo.
Nel frattempo, la Città Metropolitana di Messina ha avviato le attività tecniche e amministrative necessarie alla messa in sicurezza dell’area e al ripristino della viabilità sulla SP 180, infrastruttura essenziale per i collegamenti con la frazione.
Il grido di una comunità
«Se non si interviene decisamente ora, e non domani, la nostra frazione tra poco tempo sparirà inghiottita dalle violente mareggiate» — è lo sfogo amaro di uno dei residenti di Acquacalda.
Una voce che riassume il sentimento di un’intera comunità: quella di chi vive in prima linea su un’isola bellissima, ma fragile, e chiede solo di essere messa in sicurezza. Prima che sia troppo tardi.
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