Baglioni: “Tredici anni dopo, un privilegio tornare a Lampedusa. Terra di molti racconti”
Claudio Baglioni torna a Lampedusa dopo tredici anni e parla di “privilegio” e “occasione significativa” nel ritrovare un’isola che ha segnato profondamente la sua storia artistica e umana.
Il cantautore romano, intervistato dal Tgr Rai Sicilia dopo la messa di Papa Leone XIV, ha espresso emozione e gratitudine per questo ritorno in un luogo che considera simbolico e ricco di memoria.
Baglioni, ancora in fase di recupero dai postumi di una polmonite interstiziale che lo ha costretto a rinviare il tour al 2027, ha ricordato il legame speciale con Lampedusa, dove per anni ha ideato e portato avanti la manifestazione musicale O’ Scià, dedicata proprio al dialogo tra popoli e alle migrazioni.
“Una terra che ha molti racconti da fare”
Nel suo intervento, l’artista ha sottolineato come Lampedusa sia un crocevia di storie: «Questa è una terra che ha molti racconti da fare, sia per chi è arrivato, sia per le tante persone che sono emigrate da qui verso luoghi dove potevano trovare una vita migliore», ha dichiarato.
Baglioni ha ricordato anche il valore simbolico dei viaggi papali: «Francesco fece qui il suo primo viaggio non ufficiale. Leone XIV, che ha già viaggiato molto, torna in questo luogo così significativo».
Migrazioni: “Fenomeno naturale, ma sempre più difficile da gestire”
Il cantautore ha affrontato anche il tema delle migrazioni, definendolo un movimento “naturale, non forzato”, ma sempre più complesso da governare: «È una questione sempre più difficile da risolvere man mano che le cose vanno avanti. Purtroppo non ci sono stati politici all’altezza: dentro ci sono questioni economiche, non solo politiche».
Parole che confermano la sensibilità di Baglioni verso un tema che ha spesso attraversato la sua produzione artistica e il suo impegno civile.






