OPINIONI
Di Domenico Giuffrè – Architetto
Il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina trascende da ogni collocazione politica: si configura come un’infrastruttura essenziale e prioritaria per la crescita e lo sviluppo del Mezzogiorno. Non è un’opera che giova esclusivamente alla Sicilia o alla Calabria, ma rappresenta un interesse vitale per l’Italia intera.
Si tratta di un’infrastruttura strategica capace di saldare il Paese da Nord a Sud, integrando il sistema ferroviario ad alta velocità e garantendo la continuità territoriale. La sua realizzazione comporterebbe una significativa riduzione dei tempi, dei costi e dell’inquinamento nel trasporto di merci e persone. In sintesi, il Ponte è sinonimo di progresso, lavoro, sviluppo e orgoglio nazionale.
È fondamentale sottolineare un aspetto cruciale: l’eventuale mancato utilizzo dei fondi specificamente destinati al Ponte non li renderebbe magicamente disponibili per altre esigenze del Sud. Tali risorse verrebbero piuttosto dirottate altrove, rimanendo all’interno del capitolo “grandi opere”, a beneficio di altre aree del Paese.
Il Sud ha indubbiamente bisogno di investimenti in scuole, ospedali e servizi essenziali. Tuttavia, non può prescindere da connessioni e infrastrutture che lo rendano parte integrante e dinamica del Paese e dell’Europa. La circolazione fluida di persone e idee è il catalizzatore di civiltà e benessere.
Per queste ragioni, il Ponte sullo Stretto non è solo un collegamento tra due sponde, ma rappresenta oggi un ponte fondamentale tra due Italie, segnando un passo decisivo verso l’integrazione e la modernizzazione nazionale.