Ars, Abbate sollecita il via libera alla rottamazione delle cartelle: «Serve un segnale immediato alle imprese siciliane»
Un’accelerazione «non più rinviabile» per approvare l’adesione della Regione Siciliana alla rottamazione nazionale delle cartelle esattoriali. È la richiesta avanzata dal presidente della Commissione Affari Istituzionali dell’Ars, Ignazio Abbate, che ha inviato una nota all’assessore regionale all’Economia, Alessandro Dagnino, sollecitando il governo a portare rapidamente in Aula il provvedimento.
Il riferimento è all’articolo 4 del disegno di legge 1047/A, già approvato all’unanimità dalla Commissione Bilancio, di cui lo stesso Abbate è componente e primo firmatario. La norma consentirebbe ai contribuenti siciliani di beneficiare dello sgravio di sanzioni e interessi relativi ai debiti tributari non saldati entro il 31 dicembre 2025, purché il pagamento avvenga entro il 31 ottobre 2026.
Un sostegno atteso da imprese e famiglie
Secondo Abbate, il provvedimento rappresenta una boccata d’ossigeno per un tessuto economico regionale che continua a soffrire:
«Le nostre attività produttive stanno attraversando un momento di profonda difficoltà, penalizzate dal caro carburante e dall’aumento dei costi vivi», ha dichiarato il deputato, sottolineando come la rottamazione possa alleggerire la pressione fiscale e favorire la ripresa.
La misura, già adottata a livello nazionale, permetterebbe alla Sicilia di allinearsi al quadro normativo vigente e di offrire ai contribuenti un percorso di regolarizzazione più sostenibile, evitando l’accumulo di ulteriori oneri.
Il passaggio in Aula
Con il via libera della Commissione Bilancio, il testo è ora pronto per essere discusso dall’Assemblea regionale. L’auspicio di Abbate è che l’approvazione arrivi in tempi rapidi, così da consentire agli uffici di predisporre le procedure operative e ai cittadini di conoscere con chiarezza modalità e scadenze.
La questione si inserisce in un momento di forte attenzione sul tema della pressione fiscale e della sostenibilità economica delle imprese siciliane, già gravate da rincari energetici e costi di gestione in crescita.






