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Pnrr in Sicilia – Lipari tra dissalatori e toponomastica, la corsa contro il tempo

Pnrr in Sicilia, completato solo il 16,7% dei progetti: a Lipari tra dissalatori e toponomastica, la corsa contro il tempo

In Sicilia, dei 46.599 progetti finanziati con gli oltre 12 miliardi di euro del Pnrr, solo il 16,7% risulta completato: quasi dieci punti percentuali in meno rispetto alla media nazionale, ferma al 26,2%. È quanto emerge dal monitoraggio dei servizi studi di Camera e Senato sullo stato di attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza al 1° luglio 2026, in vista del conseguimento della decima rata: un piano che comprende complessivamente 7 missioni, 224 misure e una dotazione finanziaria di 194,4 miliardi di euro a livello nazionale.

Dove sono andati i fondi in Sicilia

Nell’Isola, i finanziamenti hanno spinto soprattutto due settori: la transizione ecologica, che assorbe la fetta più consistente con oltre 3,19 miliardi di euro (il 25,8% del totale), e istruzione e ricerca, con 2,33 miliardi (18,9%). Seguono infrastrutture e digitalizzazione, entrambe attorno agli 1,96 miliardi (15,9% ciascuna), inclusione e coesione con 1,42 miliardi (11,5%) e, quasi in fondo alla lista, la salute con 1,28 miliardi di euro, pari al 10,4%. Chiude il RepowerEU, con appena 200 milioni di euro (1,6%).

Tra i soggetti attuatori, sono i Comuni siciliani ad aver ricevuto il maggior numero di progetti (5.775), seguiti dalla Regione (7.803), mentre le società per azioni ne gestiscono appena 272, seppure con importi mediamente più elevati.

Sul fronte delle province, è Caltanissetta a guidare la classifica dei progetti conclusi, con il 36,8% su un totale di 2.882 interventi e una dotazione di circa 478 milioni di euro. Messina, provincia di riferimento per le Isole Eolie, si colloca a metà classifica con il 18,7% di progetti completati su 7.030 finanziati, per un valore complessivo di 1,36 miliardi di euro.

Il caso Lipari: tra dissalatori contestati e opere già a buon punto

È proprio nel territorio messinese, e nello specifico nell’arcipelago eoliano, che il Pnrr sta scrivendo alcuni dei suoi capitoli più discussi. Il Comune di Lipari risulta beneficiario di decine di progetti finanziati dal Piano, per un valore complessivo che supera gli 80 milioni di euro distribuiti su interventi di diversa natura e dimensione, dalle grandi opere infrastrutturali ai piccoli interventi di digitalizzazione dei servizi comunali.

Il dossier più caldo è senza dubbio quello dei dissalatori previsti a Filicudi, Alicudi, Panarea e Stromboli, pensati per rispondere all’annosa questione idrica delle isole minori. Un progetto che, secondo quanto denunciato da comitati civici e cittadini, avrebbe sofferto di scarsa trasparenza nella fase di progettazione e di ritardi negli espropri dei terreni interessati, con lavori che il cronoprogramma del Pnrr vorrebbe conclusi entro la scadenza comunitaria del 30 giugno 2026.

Proprio negli scorsi giorni il Ministero competente ha chiarito, rispondendo ai comitati, che gli impianti eoliani non risultano determinanti per il raggiungimento del target europeo di riferimento, obiettivo che l’Italia centrerebbe comunque grazie ad altre progettualità incluse nella stessa misura: un chiarimento che ha in parte ridimensionato l’urgenza con cui erano stati avviati cantieri e procedure di esproprio d’urgenza nei mesi scorsi.

Diverso il quadro per altri interventi finanziati sul territorio liparese. È il caso del progetto di riordino della toponomastica e della numerazione civica, che riguarda il centro abitato di Lipari e la frazione di Canneto, finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri nell’ambito della misura Pnrr dedicata all’esperienza del cittadino nei servizi pubblici, per un importo complessivo di oltre 277 mila euro. Un intervento che punta a risolvere i disservizi legati a una numerazione civica incompleta e a una toponomastica cittadina mai davvero aggiornata, e che l’Amministrazione comunale prevede di estendere, con lo stesso finanziamento, anche alle altre isole del Comune, a partire da Vulcano.

Un piano ancora a metà del guado

Il quadro che emerge, sia a livello regionale che locale, è quello di un Piano ancora largamente in corso d’opera: l’83,3% dei progetti siciliani, secondo il monitoraggio parlamentare, risulta infatti ancora in fase di attuazione. Per un territorio insulare e complesso come quello eoliano, dove ogni cantiere porta con sé sfide logistiche, tempi più lunghi e un impatto diretto sulla vita quotidiana della comunità, la sfida nei prossimi mesi sarà duplice: rispettare le scadenze imposte dall’Unione Europea senza sacrificare la qualità della progettazione e il confronto con i cittadini direttamente interessati dalle opere.

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