Riceviamo e pubblichiamo.
Di Gianni Iacolino
Assessore –
Ricordare ogni giorno che siamo in piena emergenza idrica e che la stiamo gestendo al massimo delle forze non ha più senso: lo si è detto, spiegato, ribadito.
Che Pianoconte soffra più di altre zone — per motivi tecnici noti e ripetuti — è altrettanto chiaro.
Nel frattempo continua la sfilata dei post indignati che si sgonfiano alla prima verifica, ormai un classico dell’estate. Ma il premio speciale va all’ultima trovata: un’utenza fantasma, senza contatore, senza registrazioni, senza nulla. Eppure parla, reclama, accusa o, per meglio dire pubblica .
A questo punto la vicenda somiglia più a una commedia dell’acqua che a un’emergenza.
Si annuncia su Facebook la “fermata dell’attività”, ma il mistero resta sempre quello: il contatore dell’azienda esiste o è una creatura mitologica che nessuno ha mai avvistato? Non risulta esistere!
La cisterna, poi, potrebbe appartenere all’abitazione privata e non alla ditta. Una scelta curiosa: pretendere di irrigare un’attività agricola con la stessa riserva che dovrebbe bastare per docce, stoviglie e magari pure il basilico sul balcone. È sufficiente? Ovviamente no. Ma il post non lo dice.
E se il livello dell’acqua fosse stato controllato con la normale diligenza — quella che ogni cittadino usa, figurarsi un’azienda — forse non saremmo qui a leggere l’ennesimo appello drammatico.
Resta anche il sospetto che l’acqua arrivi da un’altra cisterna, magari quella per cui è stata chiesta l’autobotte sopraggiunta. O che ci sia qualche dettaglio taciuto che renderebbe il post meno “incomprensibile” e più “strategico”.
Insomma: più che una crisi idrica, sembra una crisi narrativa.
E finché non si chiarisce chi beve da dove, l’unica vera domanda è se stiamo assistendo a un problema d’acqua o a un problema di trasparenza ?
Mentre c’è chi misura livelli, controlla cisterne, incrocia turnazioni e cerca di non lasciare nessuno a secco, altri sembrano impegnati soprattutto a non perdere l’occasione per un post indignato.
E così, tra contatori guasti e persino fantasma, cisterne domestiche spacciate per aziendali e rimostranze che evaporano alla prima domanda, la sensazione è che qualcuno stia usando l’emergenza ,che nessuno nasconde , come scenografia più che come problema reale del momento .






