La Regione Siciliana mette mano al portafoglio per i suoi dipendenti: nella manovra finanziaria 2026-2028 sono stati inseriti 35 milioni di euro destinati al rinnovo del Contratto collettivo regionale di lavoro (Ccrl) del comparto non dirigenziale per il triennio 2025-2027.
L’annuncio è arrivato direttamente dal presidente Renato Schifani questa mattina a Palazzo d’Orléans, al termine di un incontro con i rappresentanti di Cgil Fp, Cisl Fp, Uil Fpl e delle altre sigle sindacali della Funzione pubblica.
«Per la prima volta dopo decenni di ritardi e blocchi, la Regione rinnoverà il contratto entro la naturale scadenza di vigenza», ha sottolineato Schifani. «È un risultato storico: porteremo i nostri dipendenti allo stesso livello retributivo del pubblico impiego statale, colmando gap che duravano da troppo tempo».
Il governatore ha collegato lo stanziamento alle performance positive dei conti regionali: «Il bilancio è in attivo, le entrate crescono. Abbiamo bisogno dell’impegno di tutti – a partire dai dipendenti regionali – per trasformare queste risorse in crescita e sviluppo per l’Isola. La Regione si fonda sul lavoro quotidiano di chi ogni giorno garantisce servizi ai cittadini: è giusto riconoscerlo anche economicamente».
Si tratterà del “terzo rinnovo contrattuale in poco più di un anno” (dopo quelli del 2022-2024 e del 2025 già firmati nell’ultima legislatura), un ritmo che non ha precedenti nella storia della Regione Siciliana e che permetterà di allineare completamente gli stipendi del personale regionale a quelli del resto della pubblica amministrazione italiana.
I sindacati hanno accolto positivamente l’impegno economico, pur riservandosi di valutare nel dettaglio il testo della manovra non appena sarà reso pubblico. «È un segnale importante – commentano unitariamente Cgil, Cisl e Uil Fp – adesso serve accelerare il confronto per chiudere rapidamente il nuovo Ccrl e dare certezze a decine di migliaia di lavoratori».
Con i 35 milioni stanziati, la Sicilia volta pagina su una delle storiche criticità della sua pubblica amministrazione: il contratto regionale torna a essere rinnovato con regolarità, ponendo fine a una stagione di ritardi che durava da oltre vent’anni.









