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LIPARI – Si spegne una luce sul Corso: chiude la storica Libreria Belletti, patrimonio di cultura e memoria delle Eolie

Lipari saluta la storica Libreria-Edicola Belletti: si chiude una pagina di storia

LIPARI – Ci sono notizie che vanno oltre la semplice cronaca. Notizie che parlano al cuore di una comunità, che evocano ricordi, volti, incontri e momenti di vita vissuta. Oggi, 8 settembre 2026, è una di quelle giornate. Dopo generazioni di attività, Mimmo Belletti, ultimo erede di una tradizione familiare che ha attraversato il tempo, ha chiuso per l’ultima volta la porta della storica edicola e libreria Belletti sul Corso Vittorio Emanuele II.

Con quella saracinesca che si abbassa si chiude molto più di un esercizio commerciale. Si conclude un capitolo della storia di Lipari e delle Isole Eolie. 

Per decenni la Libreria Belletti è stata un luogo speciale. Un punto fermo per residenti e visitatori, una tappa quasi obbligata per chi cercava un giornale, un libro, una rivista, una guida delle isole o semplicemente una parola gentile. Entrare da Belletti significava sentirsi accolti. Dietro quel bancone c’era sempre disponibilità, competenza e quel garbo che oggi sembra appartenere a un tempo lontano.

Intere generazioni sono passate da lì. Bambini che acquistavano i loro primi fumetti, studenti alla ricerca dei libri di scuola, appassionati di lettura, turisti desiderosi di portare a casa un pezzo delle Eolie. Ognuno conserva un ricordo legato a quel piccolo grande presidio culturale nel cuore di Lipari.

E proprio la parola cultura è quella che meglio racconta l’eredità lasciata da Mimmo Belletti. Perché il suo lavoro non è stato soltanto quello di vendere giornali e libri. Anno dopo anno, con discrezione e passione, ha contribuito a diffondere conoscenza, curiosità e amore per la lettura. Ha creato occasioni di incontro, ha aiutato a mantenere vivo quel legame tra le persone e la carta stampata, tra il territorio e il mondo.

In un’epoca in cui tante librerie ed edicole hanno chiuso sotto il peso dei cambiamenti sociali e tecnologici, la Libreria Belletti ha resistito, diventando un simbolo di continuità e di appartenenza. Un luogo che faceva parte del paesaggio umano di Lipari, tanto quanto le piazze, il Castello o il porto.

Oggi la comunità eoliana perde uno dei suoi storici punti di riferimento. Ma ciò che Mimmo Belletti lascia non può essere chiuso dietro una porta o cancellato dal tempo. Rimane nella memoria collettiva di chi ha avuto la fortuna di conoscere quel luogo e quella famiglia.

Per questo, il lavoro svolto da Mimmo Belletti merita il riconoscimento e la gratitudine dell’intera comunità. Perché attraverso il suo impegno quotidiano ha svolto una vera funzione sociale e culturale, contribuendo a formare generazioni di lettori e mantenendo viva una tradizione che appartiene alla storia delle Eolie.

Oggi Lipari saluta la Libreria Belletti con un velo di malinconia ma anche con profonda riconoscenza. Le attività possono chiudere, ma ci sono luoghi che diventano parte dell’anima di una comunità. La Libreria Belletti era uno di questi.

E mentre le luci si spengono per l’ultima volta, resta una certezza: il nome Belletti continuerà a vivere nei ricordi di tutti coloro che, entrando da quella porta sul Corso Vittorio Emanuele, non trovavano soltanto un libro o un giornale, ma un pezzo autentico della storia di Lipari. 

 

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Un commento

  • Di Marco Di Blasi
    ·
    Ricordo sempre di quelle estati trascorse a Lipari.
    Servirsi della passeggiata lungo il corso per fare tappa puntualmente in edicola/libreria divenne ben presto un rito.
    La mattina presto, molto presto, qualcuno dei grandi ogni giorno si svegliava per andare a comprare i cornetti al cioccolato da “Subba” e portarli a casa per la colazione, per tutti. Con la scusa, durante il tragitto, lo/a stesso/a si fermava all’edicola per la consueta “rassegna stampa”: operazione che consisteva nell’acquisto dei quotidiani preferiti dalla casa e dai suoi ospiti. Anche io da piccolo tentavo di partecipare al rito optando per: la vecchia Gazzetta dello sport, per iniziare a pianificare quelle che mi sembravano le migliori strategie da utilizzare in occasione dell’imminente stagione fantacalcistica; il Tuttosport, per sognare (letteralmente) i grandi colpi di mercato a favore della mia squadra del cuore.
    In tarda serata invece, quando si risaliva dal mare dopo aver concluso ogni operazione mangiando la gloriosa focaccia bianca del panificio Ziino, si passava tutti insieme in libreria per far scorta di libri in vista dell’inverno.
    Poi, quasi all’improvviso, invece la vita è andata più veloce.
    Noi piccoli siamo diventati adulti e i più grandi sono cresciuti ancor di più.
    Ma quando mi capita di ripensare a Lipari, e a quelle estati trascorse insieme, l’edicola/la libreria è come una vecchia fotografia, stampata e riflessa nella mia mente, un luogo famigliare in cui mi è sempre stato possibile, facile, naturale e sicuro tornare e respirare.
    Mi mancherà, come mancherà a tutti i miei cari con i quali ho avuto il piacere e l’indubbio privilegio di condividerla.
    Figuriamoci dunque quanto e in che termini mancherà agli abitanti dell’isola.
    Grazie allora.
    Per tutto, per tutti.
    E per essere stata un bellissimo frammento di lettura e conoscenza nella, e della, mia vita.

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