Un tempo, nelle Isole Eolie, il mare non era solo degli uomini – Le Pescatrici delle Eolie, la storia nascosta di un mestiere non solo al maschile.
Tra reti, vento forte e mani consumate dal sale, hanno attraversato queste isole quando viverci era molto più duro di oggi.
Hanno navigato di notte e di giorno con ogni condizione meteo, varato barche, riparato reti, preparato esche, trascinato imbarcazioni a secco. Non di rado partorivano in mare aperto o sulla riva, cullando la prole dentro un sacco durante il lavoro. Sapevano riconoscere i venti e orientarsi con le stelle e affrontarono a remi e a vela tempeste e bonacce accanto a padri, mariti e figli che non potevano permettersi un marinaio.
Eppure, le pescatrici eoliane sono state completamente rimosse dalla memoria del nostro Paese e anche nei luoghi che fino a pochi decenni fa le hanno viste protagoniste ormai nessuno le ricorda più.
L’antropologa e fiabologa Macrina Marilena Maffei ha riportato alla luce le loro storie sommerse rivelando la falsità di un modello patriarcale che da sempre assegna alla donna la terra e all’uomo il dominio sui mari.
Dagli oltre mille racconti orali da lei raccolti in circa trent’anni di ricerche emerge, infatti, che il ruolo femminile nell’arcipelago era fondamentale in ogni ambito produttivo, incluso quello ittico.
La moglie del pescatore seguiva il marito in mare come quella del contadino lo affiancava nei campi, spiega Maffei, ricordando che la vita era estremamente dura in questo lembo d’Italia conteso tra acqua e fuoco, dove il cuore pulsante della terra è presenza tangibile che al contempo rincuora e spaventa.
Nel 2017 il Presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella ha conferito alle ultime quattro pescatrici ancora in vita l’onorificenza di cavalierato. Le prime tre donne premiate sono di Lipari: Immacolata detta “Santina” Lo Presti nata nel 1929, Nicolina Mirabito nata nel 1933, Nicolina detta “Rosina” Mirabito nata nel 1935, una di loro, Rosina Taranto nata ad Alicudi nel 1946, aveva cominciato a lavorare in barca all’età di cinque anni. Un piccolo riscatto per una memoria tanto vasta che ci mostra il vero volto delle donne siciliane: non solo conforto materno tra le mura di casa, ma soprattutto forza inarrestabile tra le impetuose onde del mare.
(Fonte web)
Le foto sono tratte dal documentario “Bianche Eolie” (1947), prodotto dalla Panaria Film e Edizioni Fortuna. Regia: Renzo Avanzo, Quintino Di Napoli, Pietro Moncada. Fotografia: Fosco Maraini