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L’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) ha dichiarato illegittime le gare per il servizio di elisoccorso in Sicilia




L’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) ha dichiarato illegittime le gare per il servizio di elisoccorso in Sicilia, contestando violazioni del Codice degli appalti e una gestione caratterizzata da proroghe e consulenze non regolari.


Il servizio di pronto soccorso in elicottero, fondamentale per garantire interventi rapidi nelle aree più remote della Sicilia e delle isole minori, è al centro di una dura presa di posizione da parte dell’ANAC. L’Autorità ha evidenziato gravi profili di illegittimità nelle procedure di affidamento, sottolineando come da oltre dodici anni il servizio sia rimasto nelle mani di un unico operatore.

  • Violazioni del Codice degli appalti: secondo ANAC, la Regione ha fatto ricorso a proroghe reiterate e consulenze non legittime.
  • Monopolio del servizio: dal 2013 la gara era stata vinta da Inaer Aviation (poi Babcock e oggi Avincis Aviation Italia). Il contratto è scaduto nel 2021, ma da allora il servizio è stato prorogato di anno in anno.
  • Costi elevati: il servizio di elisoccorso ha un costo stimato di circa 1,8 milioni di euro al mese, un impegno economico notevole per le casse regionali.



  • Gare deserte o con scarsa partecipazione: nel 2025, due bandi avviati dall’assessorato alla Salute hanno registrato una sola offerta per Catania e Caltanissetta, mentre i lotti Palermo-Lampedusa e Messina non hanno ricevuto alcuna proposta.

L’Autorità ha concesso sessanta giorni di tempo alla Regione Siciliana per rientrare nella legalità. Tra le soluzioni prospettate, ANAC suggerisce anche la possibilità di aggregare la committenza con altre Regioni, aderendo a convenzioni già attive, al fine di garantire maggiore trasparenza e competitività.

La vicenda solleva interrogativi cruciali sulla gestione dei servizi sanitari essenziali. L’elisoccorso non è solo un appalto, ma rappresenta un presidio vitale per la sicurezza dei cittadini, soprattutto nelle aree insulari e montane. La mancanza di gare regolari e la concentrazione del servizio in un unico operatore rischiano di compromettere efficienza, qualità e sostenibilità economica.

Il richiamo di ANAC mette in luce una fragilità strutturale nella gestione degli appalti pubblici in Sicilia. Nei prossimi mesi sarà decisivo capire se la Regione riuscirà a riorganizzare le procedure, garantendo finalmente trasparenza, concorrenza e legalità in un settore che incide direttamente sulla vita dei cittadini.

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FONDAZIONE VERONESI

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