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Crisi d’acqua a Lipari: l’isola in attesa delle navi cisterna, rifornimenti solo nel 2026

La crisi idrica che da settimane sta mettendo in difficoltà Lipari continua a peggiorare, lasciando residenti e attività commerciali in una situazione sempre più critica.

Le scorte d’acqua sono ormai ridotte al minimo e i turni di distribuzione, già rigidi, rischiano di diventare ancora più severi se non arriveranno rinforzi nelle prossime settimane.

L’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Riccardo Gullo, è in costante contatto con la Regione Siciliana per ottenere l’autorizzazione all’invio di ulteriori navi cisterna. Una richiesta che il Comune definisce “urgente e non più rinviabile”, soprattutto in vista dell’aumento dei consumi legato alle festività e alla presenza di visitatori.

Tuttavia, nonostante le sollecitazioni, la macchina burocratica regionale procede a rilento. Complice il periodo festivo e la ridotta operatività degli uffici, le nuove navi cisterna non potranno attraccare a Lipari prima dei primissimi giorni del 2026. Una tempistica che preoccupa non poco la popolazione, costretta a convivere con rubinetti a secco e continui disagi.

Un problema strutturale che si ripete

La crisi idrica non è una novità per le Eolie, dove l’approvvigionamento dipende in larga parte da navi cisterna e impianti di desalinizzazione spesso insufficienti o soggetti a guasti. A Lipari, in particolare, la domanda supera regolarmente la capacità di produzione locale, rendendo necessario un supporto esterno costante.

Il sindaco Gullo ha ribadito come la situazione attuale sia il risultato di anni di ritardi negli investimenti e nella modernizzazione delle infrastrutture idriche. “Non possiamo continuare a vivere nell’emergenza permanente”, ha dichiarato nei giorni scorsi, sottolineando la necessità di un piano strutturale che metta fine alla dipendenza dalle navi cisterna.

Disagi per residenti e attività economiche

Le famiglie sono costrette a razionare l’acqua, mentre bar, ristoranti e strutture ricettive devono fare i conti con costi aggiuntivi per l’acquisto di acqua da privati o per il trasporto autonomo. Alcune attività hanno già ridotto gli orari di apertura, altre temono di dover sospendere temporaneamente i servizi.

Il malcontento cresce anche sui social, dove molti cittadini chiedono interventi immediati e maggiore trasparenza sulla gestione dell’emergenza.

Le prossime mosse

In attesa dell’arrivo delle navi cisterna a inizio 2026, il Comune sta valutando misure tampone per limitare i disagi: turnazioni più rigide, controlli sui consumi e un potenziamento temporaneo degli impianti di desalinizzazione, se tecnicamente possibile.

La speranza è che la Regione acceleri le procedure e che il nuovo anno porti non solo acqua, ma anche un impegno concreto per risolvere definitivamente un problema che, per Lipari, non può più essere considerato straordinario.

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FONDAZIONE VERONESI

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