Una serata che stava andando bene, trasformata in un episodio di umiliazione pubblica.
È quanto denuncia Giuseppe Cincotta, che nella notte tra ieri e oggi si è ritrovato vittima, di un gesto che lui stesso definisce vergognoso e che non è il primo del genere.
A raccontare l’accaduto è lo stesso Cincotta, che ha voluto rendere pubblica la vicenda sul proprio profilo Facebook, in un post che è già diventato motivo di discussione tra i residenti dell’isola.
Il racconto della vittima
Nel suo sfogo, Cincotta descrive un episodio di sopraffazione: un gruppo di persone gli avrebbe sbarrato la strada, per poi introdursi rapidamente nella sua auto prima che riuscisse a bloccare le portiere, sottraendogli le chiavi. Un gesto goliardico per chi lo ha compiuto, ma umiliante per chi lo ha subito, tanto da essere ripreso con i cellulari e diffuso in rete per deriderlo ulteriormente.
“Ma che schifo di notte!”, scrive Cincotta, che sottolinea come l’episodio non sia isolato: in altre occasioni, racconta, era riuscito a riprendersi le chiavi prima che la situazione degenerasse ulteriormente. Questa volta, invece, l’umiliazione è stata resa ancora più pesante dalla presenza delle telecamere dei telefoni, pronte a immortalare il momento per farlo girare online.
Non un episodio isolato
Quello che colpisce, nel racconto di Cincotta, è la reiterazione del fenomeno. Non si tratta di un fatto sporadico, ma di una dinamica che sembra ripetersi nel tempo, ai danni della stessa persona, in un contesto – quello della movida notturna – che dovrebbe essere sinonimo di svago e non di prevaricazione.
Il bullismo, quando si sposta dall’ambiente scolastico a quello della vita adulta e notturna, cambia forma ma non sostanza: resta un atto di prepotenza che sfrutta il numero e l’effetto sorpresa per mettere in difficoltà chi si trova da solo, con l’aggravante, oggi sempre più frequente, della diffusione sui social di video e immagini pensati per amplificare l’umiliazione.
Un fenomeno da non sottovalutare
La denuncia pubblica di Cincotta ha il merito di riportare l’attenzione su un tema che troppo spesso viene liquidato come “goliardia” o “scherzo tra ragazzi”. Ma quando lo scherzo si ripete, coinvolge sempre la stessa vittima e viene documentato per essere deriso online, il confine con il bullismo vero e proprio è già stato ampiamente superato.






