L’Assemblea Regionale Siciliana ha detto no. Nella seduta di ieri, 17 febbraio, l’Ars ha respinto – con voto segreto – due norme del DDL Enti Locali, che avevano animato il dibattito politico nelle ultime settimane, ignorando anche gli appelli che erano giunti dall’Anci Sicilia.
La prima norma avrebbe consentito ai sindaci dei comuni fino a 15.000 abitanti di correre per un terzo mandato consecutivo, una misura molto attesa da diversi amministratori locali che si trovano oggi impossibilitati a ricandidarsi pur godendo del consenso delle proprie comunità.
La seconda disposizione, invece, introduceva la figura del consigliere supplente: un meccanismo che avrebbe permesso a un componente del consiglio comunale di subentrare al collega di partito nel momento in cui quest’ultimo lascia il proprio scranno per assumere un incarico in giunta. Una norma pensata per garantire la continuità della rappresentanza politica all’interno delle assise civiche.
Entrambe le proposte si sono però arenate in aula, nonostante le pressioni arrivate dall’associazione dei comuni siciliani. Un esito che lascia l’amaro in bocca a molti amministratori locali, che speravano in un segnale diverso da parte di Palazzo dei Normanni.
Anci Sicilia – Associazione dei sindaci siciliani guidata da Paolo Amenta.









