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San Bartolomeo, oggi la festa più sentita delle Eolie: devozione, tradizione e spettacolo a Marina Corta

Il 24 agosto Lipari si ferma per il suo Patrono. Quest’anno la ricorrenza è ancora più speciale: cento anni fa arrivava sull’isola la reliquia della Sacra Pelle di San Bartolomeo, e ieri il Vascelluzzo di Messina è tornato a Marina Corta per l’occasione. 

Di Stefano Virgilio

LIPARI – Oggi è il giorno più atteso dell’anno per Lipari e per l’intero arcipelago eoliano. Il 24 agosto è la festa ufficiale di San Bartolomeo, patrono della città e protettore delle Eolie: una data che dal VI-VII secolo, quando la Chiesa la istituì, richiama a Marina Corta i fedeli di tutte le isole, in quello che da sempre viene descritto come un grande abbraccio collettivo attorno al Santo. 

Una festa che dura da giorni 

I festeggiamenti, quest’anno organizzati dal 21 al 24 agosto, hanno preso il via qualche sera fa con il Beat 90’s Game Tour, lo show musicale dedicato ai successi degli anni Novanta che ha aperto le celebrazioni a Marina Corta. Da allora la piazzetta simbolo di Lipari è rimasta al centro di un fitto programma tra musica, spettacolo e momenti di religiosità. Sul palco si sono alternati artisti locali come il gruppo “Sounds Good”, il dj di fama internazionale Fonti e Fabrizio Moro, mentre l’ultima serata ha  protagonista la band Los Locos, con il gran finale affidato al dj set di Cinzia Dj. 

Il cuore della devozione: statua e Vascelluzzo 

Al centro della giornata di oggi c’è, come da tradizione, la solenne processione del simulacro di San Bartolomeo insieme al “Vascelluzzo”, il prezioso reliquiario d’argento uscito dall’oreficeria palermitana Perricone-Marano: due chili d’oro e trenta d’argento, con al suo interno la teca contenente il frammento di pelle del Santo e una statuetta tutta d’oro massiccio. Entrambi vengono portati a spalla dalle confraternite dell’isola, in un rito che si ripete identico da generazioni e che rappresenta il momento più atteso e partecipato dell’intera festa patronale. 

Il centenario che rende speciale l’edizione 2026 

Quest’anno la ricorrenza ha un significato ancora più profondo. Cento anni fa, nel gennaio 1926, monsignor Angelo Paino – arcivescovo di Messina, originario di Santa Marina Salina e già vescovo di Lipari – ottenne dal Patriarca e dal Capitolo della Cattedrale di Venezia un frammento della pelle di San Bartolomeo, dando origine a quel legame speciale tra la reliquia e l’isola che dura ancora oggi. 

Per celebrare l’anniversario, ieri, domenica 23 agosto, il Vascelluzzo di Messina – gemello di quello liparese, custodito nella chiesa di Santa Maria di Portosalvo dei Marinai a Messina – è tornato a Lipari grazie alla disponibilità della Confraternita di Santa Maria dei Marinai. 

Accolto in piazza Marina Corta, è stato accompagnato in processione verso la Cattedrale da sacerdoti, seminaristi e confraternite dell’isola, guidati da monsignor Giuseppe Costa, rettore della chiesa messinese, per la celebrazione dei primi vespri della Solennità. Oggi il Vascelluzzo di Messina prenderà parte anche alla processione principale, insieme alla reliquia del Sacro Capello del Santo, in un intreccio di fede, storia e identità che lega da un secolo le due sponde dello Stretto. 

Musica, luci e fuochi d’artificio 

Accanto al programma religioso, la festa di San Bartolomeo mantiene intatta anche la sua anima più popolare e festosa. Marina Corta si anima in questi giorni di concerti, spettacoli, mentre la giornata di oggi si concluderà, come da tradizione, con gli spettacolari fuochi d’artificio sul mare: un evento finale di almeno 25-30 minuti, preceduto da un secondo spettacolo pirotecnico più breve al momento dell’arrivo della processione a Marina Corta. 

Un patrimonio riconosciuto, un’identità condivisa 

Non è un caso che l’Istituto Centrale per la DemoEtnoAntropologia abbia riconosciuto la Festa di San Bartolomeo come patrimonio immateriale d’Italia. Al di là del valore religioso, la ricorrenza del 24 agosto rappresenta per gli eoliani un momento identitario che unisce isole spesso distanti tra loro nella vita quotidiana, ma che in questo giorno si ritrovano tutte attorno allo stesso Santo, nella stessa piazza, nello stesso abbraccio collettivo che si rinnova, quest’anno, esattamente cento anni dopo il suo inizio. 

Dopo 100 anni, il Vascelluzzo di Messina è tornato a Lipari. 
Galleria Fotografica di Gaetano Di Giovanni 

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