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SALUTE – INQUINAMENTO MARINO E SALUTE UMANA, ALLARME CODACONS

TANASI: CIÒ CHE FINISCE NEL MARE ARRIVA ANCHE NEL NOSTRO ORGANISMO

Il deterioramento degli ecosistemi marini rappresenta oggi non soltanto un problema ambientale, ma anche una crescente minaccia per la salute umana. A sottolinearlo è Francesco Tanasi, Segretario Nazionale Codacons (Coordinamento Associazioni Difesa Ambiente e dei diritti degli utenti e consumatori), che richiama l’attenzione sui rischi legati all’inquinamento dei mari e alla diffusione delle microplastiche nella catena alimentare.
 
“Ciò che finisce nel mare, prima o poi, finisce anche nel nostro organismo” –  afferma Tanasi – spiegando come l’inquinamento marino e la diffusione delle microplastiche rappresentino ormai non più soltanto una questione ambientale, ma una vera e propria emergenza di salute pubblica.
 
Secondo il segretario nazionale del Codacons, il deterioramento degli ecosistemi marini e la contaminazione delle acque stanno alterando profondamente gli equilibri naturali, con possibili conseguenze dirette sulla catena alimentare e, di conseguenza, sulla salute delle persone.
 
“Oggi la comunità scientifica parla sempre più spesso di One Health” – evidenzia Tanasi- ricordando come il principio secondo cui la salute umana, quella animale e quella degli ecosistemi siano strettamente interconnesse rappresenti ormai un punto di riferimento nelle politiche sanitarie e ambientali a livello internazionale.
 
Il segretario nazionale del Codacons richiama inoltre l’attenzione sulla situazione del Mediterraneo, uno dei bacini marini più ricchi di biodiversità ma allo stesso tempo tra i più esposti alle pressioni delle attività umane, tra traffico marittimo intenso, urbanizzazione delle coste, pesca eccessiva e diffusione sempre più capillare di rifiuti plastici.
 
Il Codacons chiede quindi interventi concreti per rafforzare le politiche di tutela del mare, con controlli più rigorosi sugli scarichi, misure efficaci per ridurre l’inquinamento da plastiche e una maggiore protezione degli ecosistemi marini, a partire dalle praterie di Posidonia, fondamentali per l’equilibrio del Mediterraneo.
 
“Proteggere il mare non è soltanto una scelta ambientale, ma una necessità che riguarda direttamente la salute delle persone e il futuro delle nostre comunità. – conclude Tanasi.
 
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