C’era un tempo, in cui Lipari e la sua frazione Canneto vivevano un’epoca d’oro del cinema.
Un tempo in cui, tra le stradine di pietra e il profumo di salsedine, gli abitanti potevano scegliere tra ben “quattro sale cinematografiche” per passare una serata immersi nella magia del grande schermo.
Tra gli anni ’50 e ’70, Lipari vantava una vivace scena cinematografica. Le sale erano:
“Cinema Eolo”, del patron Giovannino Bonica, situato nel cuore di Lipari, era il più grande e il più frequentato con una programmazione che alternava film italiani e internazionali.
“Cinema Don Bosco”, apparteneva alla curia, più popolare e accessibile, era il ritrovo delle famiglie e dei giovani, spesso affollato nei fine settimana.
“Cinema Ideal”, nella frazione balneare di Canneto, si proponeva come alternativa ai cinema di Lipari, amato dagli appassionati, spesso proiettava pellicole d’autore e documentari.
“Cinema “Il Pidocchietto”: chiamato così perchè piccolo ma accogliente. Meno noto, in estate offriva proiezioni estive all’aperto, con lo schermo che si stagliava contro il cielo stellato.
UN’ISOLA IN PELLICOLA
Il legame tra Lipari e il cinema non si limitava alle sale. Registi come Rossellini, Antonioni, Troisi e i fratelli Taviani scelsero le isole come set per film iconici. Stromboli, Panarea, Salina e Lipari con le cave di pomice, i paesaggi selvaggi e il fascino mediterraneo trasformarono le Eolie in un palcoscenico naturale, rendendole celebri ben oltre i confini nazionali.
Con l’avvento della televisione, poi dei videoregistratori e infine dello streaming, le sale iniziarono a chiudere una dopo l’altra. Oggi, rimane solo il ricordo, custodito nei racconti degli anziani e nelle foto ingiallite. Ma per chi ha vissuto quegli anni, il cinema non era solo intrattenimento: era “ritrovo, emozione, comunità”.
RISCOPRIRE IL PASSATO
Eventi come la rassegna “Un Mare di Cinema” e le proiezioni al Centro Studi Eoliano e “Cinema in Piazza” del Magazzino M.S. cercano oggi di riaccendere quella passione, celebrando la memoria e il valore culturale di un’epoca in cui Lipari e Canneto brillavano di luce propria, riflessa sullo schermo.






