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PEDAGOGIA – Rubrica a cura del Dr. Samuele Amendola: L’educazione è la prima infrastruttura del futuro

L’81% dei giovani siciliani non crede nel futuro dei prossimi dieci anni. È un dato che dovrebbe interrogare la politica, il mondo del lavoro, la scuola e l’intera comunità educante. 

Perché quando una generazione smette di immaginare il proprio domani, il problema non è soltanto economico o sociale: è profondamente pedagogico. 
Da anni sostengo che la vera emergenza della nostra regione non sia la fuga dei giovani, ma la fuga della speranza. I ragazzi e le ragazze siciliani non desiderano necessariamente andare via dalla loro terra; desiderano poter scegliere di restare. È una differenza sostanziale. La mobilità è una ricchezza quando nasce dalla libertà e dalla curiosità, diventa invece una sconfitta collettiva quando rappresenta l’unica possibilità di realizzazione personale e professionale. 
 
L’articolo evidenzia un aspetto che considero particolarmente significativo: tra le ragioni della partenza non emerge al primo posto la mancanza di lavoro, ma l’assenza di prospettive di carriera, seguita dal mancato riconoscimento del merito e dal clientelismo. Questo significa che il problema non è soltanto occupazionale, ma riguarda il senso di giustizia, di appartenenza e di fiducia che un territorio riesce a trasmettere ai propri giovani. 
 
Ogni processo educativo si fonda su una promessa implicita: se ti impegni, se sviluppi competenze, se coltivi il tuo talento, avrai la possibilità di costruire il tuo progetto di vita. Quando questa promessa viene sistematicamente disattesa, si produce una frattura educativa che genera disillusione, rinuncia e disinvestimento.
Per questo motivo continuo a sostenere che l’educazione non possa essere considerata un settore marginale delle politiche pubbliche. È la prima infrastruttura di sviluppo di una comunità. Dove esistono relazioni educative solide, orientamento, riconoscimento delle competenze e accompagnamento alla crescita, aumentano anche la partecipazione, l’innovazione e la capacità di immaginare il futuro. 
 
La scuola da sola non può sostenere questo compito. Occorre una vera alleanza educativa tra famiglie, istituzioni, terzo settore, università, imprese e professionisti dell’educazione. È necessario investire stabilmente nella presenza del pedagogista e dell’educatore professionale socio-pedagogico all’interno dei contesti scolastici e territoriali, affinché ogni giovane possa essere accompagnato nella costruzione del proprio progetto esistenziale, nella valorizzazione delle proprie risorse e nello sviluppo delle competenze orientative. 
 
Ogni ragazzo ha bisogno di incontrare adulti significativi che sappiano vedere possibilità dove oggi vede soltanto ostacoli. L’orientamento non consiste nell’indicare una professione, ma nell’aiutare la persona a riconoscere il proprio valore e a trasformarlo in un percorso di crescita.
Mi colpisce anche un altro dato del report: all’aumentare del livello di istruzione diminuisce la fiducia nella possibilità di costruire il proprio futuro in Sicilia.
 
È un paradosso educativo che dovrebbe far riflettere. Significa che il territorio rischia di investire nella formazione dei suoi giovani senza riuscire poi a valorizzarne competenze e aspirazioni, alimentando una dispersione di capitale umano e sociale che impoverisce l’intera comunità.
La risposta, allora, non può essere affidata soltanto a misure economiche o incentivi all’occupazione. Serve una strategia educativa capace di ricostruire fiducia, appartenenza e prospettiva. Dobbiamo restituire ai giovani il diritto di immaginare il proprio futuro qui, senza dover rinunciare alle proprie ambizioni. 
 
La pedagogia ci insegna che una persona cresce quando qualcuno crede nelle sue possibilità prima ancora che lei stessa riesca a vederle. Lo stesso vale per un territorio: una comunità cresce quando investe nelle sue nuove generazioni e riconosce nei giovani non un problema da gestire, ma la principale risorsa da coltivare.
La Sicilia non ha bisogno soltanto di trattenere i suoi giovani. Ha bisogno di meritare la loro fiducia.
 
Rubrica a cura del Dott. Samuele Amendola
Pedagogista – Presidente APEI Sicilia
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