Il governo italiano ha approvato un accordo per garantire che i medici di famiglia siano disponibili nelle Case di Comunità.
Un obbligo che deve essere soddisfatto fino a un massimo di 6 ore settimanali. Questo accordo è stato raggiunto tra il governo, i sindacati e le Regioni.
I medici saranno obbligati a garantire nelle Case di Comunità “fino a un massimo di 6 ore settimanali, per 48 settimane annue”. Questo impegno si somma all’obbligo per i medici già a rapporto orario di coprire i turni notturni, festivi e del sabato, se richiesto dall’azienda sanitaria.
I medici di famiglia potranno restare convenzionati con il Ssn, anche se non più pagati in base al numero degli assistiti che seguono ma secondo obiettivi, compreso quello di lavorare obbligatoriamente un certo numero di ore nelle Case di comunità.
Oppure potranno diventare “volontariamente” dipendenti del Servizio sanitario in modo da essere impiegati sul territorio in base alle esigenze, a partire proprio dalle Case di comunità che sono il “fulcro della riforma” che il ministro della Salute Orazio Schillaci ha appena presentato ai Governatori in una seduta straordinaria delle Regioni che hanno chiesto di vedere una bozza, ma non si dicono contrarie.






