Un’isola, Ginostra, nella quale Monica Abbate ha trascorso un’infanzia felice grazie alla nonna con la quale trascorreva tutte le estati. Poi, a 18 anni, insieme alla sorella ha aperto un ristorante allungando il periodo in cui passava qui le sue giornate.
Il marito Raffa Bazine è nato e cresciuto a Mazara del Vallo, ma da 16 anni è cittadino di Ginostra.
Monica Abbate è la mamma di Aisha, sei anni a giugno, che a settembre entrerà come unica alunna nella scuola primaria più piccola d’Europa. Con il sostegno di tutta la comunità, ha ottenuto la riattivazione di una classe nella piccola frazione di Stromboli: un’isola nell’isola, collegata soltanto via mare. «La mia è una battaglia per il diritto all’istruzione», dice, «ma anche per il diritto a restare a Ginostra, dove nostra figlia vive a contatto con la natura»
Riaprire la scuola di Ginostra dopo vent’anni è diventato il simbolo di una battaglia più grande: il diritto all’istruzione e quello, altrettanto fondamentale, di poter restare nella propria terra. Monica Abbate, mamma della piccola Aisha, sei anni a giugno, è riuscita dove in molti avevano ormai perso le speranze. Da settembre, nella canonica della frazione più isolata di Stromboli, tornerà a vivere una classe: una sola alunna, la scuola primaria più piccola d’Europa, ma un enorme significato per tutta la comunità.
Per Ginostra, trenta abitanti d’inverno e trecentocinquanta d’estate, la riapertura non è solo un fatto amministrativo. È la conferma che anche nei luoghi più remoti si può costruire futuro. Abbate ha evitato alla figlia ore di aliscafo quotidiane verso Lipari, ma soprattutto ha difeso un modello di vita che qui è ancora possibile: crescere a contatto con la natura, lontani dal consumismo e dai ritmi frenetici della città, in una comunità che si muove come una grande famiglia.
Delegata del Comune di Lipari per Ginostra, Abbate conosce bene le fragilità di un territorio che vive tra mare, alluvioni e un vulcano attivo. Eppure, dice, i pericoli maggiori spesso sono altrove. Qui le giornate seguono il sole, non l’orologio; qui i bambini imparano manualità, autonomia, creatività, tra orti, animali e piccoli lavori artigianali. Aisha, con la sua macchina fotografica sempre al collo, è già parte di questo mondo.
La riapertura della scuola è una vittoria collettiva, un segnale che anche le comunità più piccole possono rivendicare diritti e servizi essenziali. A Ginostra, dove la natura detta i tempi e la vita scorre lenta, settembre non sarà solo l’inizio dell’anno scolastico: sarà l’inizio di una nuova storia.









