Il voto è fissato per il 24 e 25 maggio. In campo il sindaco uscente Midili, Laura Castelli, Lorenzo Italiano e tre outsider. Serve il 40% per vincere al primo turno.
Le candidature sono ufficiali, i numeri parlano chiaro: sei aspiranti sindaco, 17 liste depositate, 381 candidati al Consiglio comunale. Milazzo si prepara a scegliere il suo futuro amministrativo e la campagna elettorale è entrata nel vivo.
L’appuntamento con le urne è fissato per il 24 e 25 maggio, con circa 27.500 aventi diritto al voto chiamati a decidere chi guiderà la città per i prossimi cinque anni.
Il campo di battaglia
In testa alla corsa c’è il sindaco uscente Pippo Midili, sostenuto da uno schieramento di centrodestra che include Fratelli d’Italia e Forza Italia. Al suo fianco ben sette liste: Fratelli d’Italia, Forza Italia e le civiche Cambiamente, Fare Milazzo, Prima Milazzo, Città Futura e Milazzo 2026. Un blocco compatto che riflette la forza del candidato uscente, capace nel 2020 di superare il 42% al primo turno.
A sfidarlo con quattro liste è Laura Castelli, già viceministro all’Economia nei governi del Movimento 5 Stelle e oggi presidente di Sud chiama Nord, movimento guidato da Cateno De Luca che ha fortemente voluto la sua candidatura. Le sue liste sono: Castelli sindaco di Milazzo, De Luca sindaco di Sicilia, Una marcia in più per Milazzo e La svolta per Milazzo.
Scende in campo anche Lorenzo Italiano, già primo cittadino della città e più volte candidato, sostenuto da un’area civica e da forze tra cui Azione, con tre liste: “Lorenzo Italiano sindaco”, “Insieme per Milazzo” e “Milazzo al Centro”.
Completano il quadro tre candidature con una lista ciascuna: Michele Vacca, giovane esponente sostenuto da PD, Movimento 5 Stelle e Rifondazione Comunista con la lista “Progressisti”; Giuseppe Falliti per il movimento “Controcorrente” legato a Ismaele La Vardera; e Carmelo Torre con “Carta Canta”.
La regola del 40%
In base alla normativa vigente per i comuni di queste dimensioni, per essere eletti al primo turno sarà necessario raggiungere almeno il 40% dei voti validi. In caso contrario si procederà al ballottaggio tra i due candidati più votati.
Volti noti e nuove leve
Dall’analisi delle candidature emerge una significativa presenza di amministratori uscenti: 19 consiglieri comunali su 24 hanno deciso di ricandidarsi. Accanto a loro, si registra una partecipazione rilevante di giovani candidati e una presenza femminile diffusa in tutte le liste.
Una città strategica
Milazzo non è una città qualunque, e lo sanno bene anche le sigle sindacali. La Cisl l’ha definita un hub industriale, portuale e turistico di primo piano, porta d’accesso alle Isole Eolie, con un polo industriale — la Raffineria — tra i migliori in Europa per impatto ambientale, e un porto che ha registrato una crescita del 19% nei flussi, primo in Italia per prodotti liquidi raffinati. Chi vincerà dovrà misurarsi con queste sfide concrete, tra transizione energetica, turismo e coesione sociale.
La campagna si scalda
Non mancano già le scintille. Il sindaco uscente Midili ha annunciato la scelta di non partecipare più a confronti pubblici organizzati nell’ambito della campagna elettorale, una decisione che ha immediatamente provocato le reazioni degli avversari. Castelli lo ha accusato di “aver paura del confronto”, mentre Falliti ha parlato di “chiusura” incompatibile con i principi democratici.
Le prossime settimane diranno chi ha saputo convincere davvero i 27.500 milazzesi. La partita è aperta.
Elezioni comunali Milazzo – 24 e 25 maggio 2026









