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LIPARI – Dalla via “Culia” a Forgia Vecchia, dove Lipari racconta la sua anima vulcanica

Leonardo Nardi Utano (blogger e film maker) ripercorre l’antico sentiero che da Canneto, per via Culia, sale fino al belvedere di Forgia Vecchia Pirrera: ossidiana nera, macchia mediterranea e un panorama che abbraccia tutto l’arcipelago. 

C’è un posto a Lipari dove il tempo si misura in millenni e il paesaggio si apre all’improvviso come un respiro lungo. Lo conosce bene Leonardo Nardi Utano, che attraverso i suoi scatti e i suoi racconti ci accompagna stavolta a Forgia Vecchia, il punto panoramico di Pirrera — frazione collinare sopra Canneto — uno di quei luoghi che chi abita sull’isola porta nel cuore e chi arriva da fuori fatica a dimenticare.

Questa volta però Leonardo non prende la strada asfaltata. Sceglie il percorso di una volta: parte da Canneto, imbocca via Culia e risale a piedi il vecchio tracciato che per generazioni ha collegato il paese di mare alla frazione collinare di Pirrera. Un sentiero che profuma di macchia mediterranea, fiancheggiato da ginestre, corbezzoli e felci, dove ogni curva restituisce un pezzo di paesaggio eoliano autentico, lontano dal traffico degli scooter turistici. Un cammino lento, come si faceva un tempo, che permette di arrivare a destinazione con il fiato già pieno di isola.

Arrivati in cima, si ammira un panorama sull’isola, in particolar modo su Canneto e sul Monte Rosa. Ma è guardando oltre — verso il mare aperto — che si capisce perché questo angolo di Lipari meriti ogni passo: la vista panoramica si apre a 360 gradi su Vulcano, Panarea, Stromboli e, nelle giornate più limpide, perfino sulle coste siciliane.

Un cratere che ha fatto la storia

Forgia Vecchia non è solo belvedere. È memoria geologica e umana insieme. Si tratta del più grande cratere di ossidiana dell’isola, un’antica colata di lava nera larga circa 600 metri e lunga almeno un chilometro, fuoriuscita da un cratere apertosi sul Monte Sant’Angelo. L’attività vulcanica di Lipari si è conclusa, in epoca storica, tra il 500 e il 1230 d.C., con l’emissione delle colate di ossidiana delle Rocche Rosse e della Forgia Vecchia, tracimate dal cono di pomici del Monte Pilato.

L’ossidiana di Forgia Vecchia aveva cambiato la storia del Mediterraneo. Durante il Neolitico, le isole Eolie conobbero una civiltà fiorente grazie proprio allo sfruttamento di quel vetro vulcanico eruttato dai crateri della Forgia Vecchia e di Monte Pilato: assai più tagliente della selce, era largamente esportato non solo verso la Sicilia e l’Italia meridionale, ma probabilmente verso regioni molto più lontane del Mediterraneo.

Un luogo da custodire

Il belvedere ha conosciuto anni bui — graffiti, abbandono, rifiuti. Ma la comunità di Pirrera e i volontari dell’isola hanno risposto con cura e lavoro volontario, riportando a splendere la terrazza-belvedere dopo anni in cui era stata presa di mira dai graffitari.

Leonardo Nardi Utano, con la sua lente puntata sui luoghi che spesso restano ai margini, ci ricorda che Lipari non è solo porto e spiagge. È anche questo: un vecchio sentiero che sale da Canneto, una frazione di sessanta anime, una colata di ossidiana che brilla al sole e, in cima, un panorama che vale ogni passo della salita.

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