Cambia radicalmente il quadro investigativo sulla morte di Melissa Echevarria, la 40enne argentina trovata senza vita il 14 agosto in un cortile di via La Farina, a Messina.
Quella che inizialmente era stata classificata come una morte senza evidenti segni di violenza si rivela ora un omicidio.
Secondo quanto emerso dalle indagini della Squadra Mobile di Messina, la donna sarebbe stata strangolata. Una circostanza che non era stata rilevata durante l’autopsia eseguita all’ospedale Piemonte dal medico legale Giovanni Andò, complice lo stato di avanzata decomposizione del corpo, che aveva reso difficile individuare tracce di aggressione.
Il legame con Lipari
Melissa aveva vissuto per un periodo a Lipari, dove risiedono alcuni suoi familiari. Con l’isola aveva mantenuto rapporti affettivi e di vicinanza, tanto che — dopo il ritrovamento del corpo e le prime procedure giudiziarie — la salma era stata sepolta nel cimitero di Lipari, dove tuttora si trova. Proprio lì, ora, sarà necessaria l’estumulazione per consentire ulteriori accertamenti medico-legali richiesti dalla Procura.
Il sospettato: un 44enne tunisino già detenuto
A uccidere Melissa, secondo gli investigatori, sarebbe stato un 44enne tunisino, con diversi precedenti alle spalle. L’uomo risulta essere l’ultima persona ad aver visto viva la vittima. Quando è stato interrogato, si trovava già in carcere per altri reati: “maltrattamenti contro familiari o conviventi”, “lesioni personali” e violazione del divieto di avvicinamento.
Messo sotto pressione dagli investigatori, l’uomo avrebbe confessato, raccontando di aver strangolato la donna al culmine di una lite. Una versione che gli inquirenti stanno ora verificando nel dettaglio.
Le prime anomalie e la fuga di chi poteva soccorrerla
Fin dai primi rilievi, era apparso evidente che Melissa non fosse sola al momento del decesso. La posizione del corpo e alcuni elementi raccolti sul posto avevano fatto sospettare che chi era con lei fosse fuggito, senza prestare aiuto né chiamare i soccorsi.
La Procura valuta l’imputazione: omicidio volontario o preterintenzionale
La Procura di Messina, che aveva aperto un’inchiesta già ad agosto, dovrà ora stabilire se la morte della donna rientri nell’ambito dell’omicidio volontario o se si tratti di un omicidio preterintenzionale, avvenuto durante una lite degenerata. La nuova fase investigativa passa anche dagli esami sulla salma, che richiederanno l’intervento sul cimitero di Lipari.
Una vicenda che scuote Messina e le Eolie
La morte di Melissa Echevarria, donna che aveva intrecciato parte della sua vita con la comunità eoliana, si trasforma in un caso di violenza estrema che colpisce due territori: Messina, dove è avvenuto il fatto, e Lipari, dove la donna aveva vissuto e dove riposa.






