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Collegamenti aerei per le Eolie, Di Bartolo Fonti: «È il momento di valutarli seriamente»

Collegamenti aerei per le Eolie, Di Bartolo Fonti «È il momento di valutarli seriamente»

Eolie, un aeroporto per abbattere l’isolamento: la proposta che guarda al futuro

Qualche giorno fa, durante un viaggio fuori dall’Italia, ho avuto modo di salire per la prima volta su un ATR 72, un piccolo aereomobile da 72 posti.

Era un’esperienza che mi incuriosiva molto e che, devo ammettere, mi ha sorpreso positivamente, sia per la comodità a bordo ma anche per l’affidabilità ed il confort durante tutto il volo. L’aspetto più interessante però e che in circa un’ora ho percorso quasi 490 km, raggiungendo la destinazione e riuscendo anche a tornare indietro nella stessa giornata. Complessivamente, quasi 1.000 km. Un tragitto che via autobus avrebbe richiesto circa sette ore all’andata e altrettante al ritorno, rendendo uno spostamento simile praticamente irrealizzabile in giornata. 

Da questa esperienza è nata una riflessione: perché non iniziare a ragionare seriamente sulla possibilità di un collegamento aereo per Lipari e per le Isole Eolie?
Esistono aeromobili concepiti proprio per collegamenti regionali e per operare su distanze e piste relativamente brevi. Penso, ad esempio, all’ATR 42-600S o al Dornier 228. 

Chi abita alle Eolie sa bene quanto spostarsi possa diventare complicato. Non è soltanto una questione di durata del viaggio ma bisogna fare i conti con corse marittime che spesso vengono cancellate, orari non rispettati e collegamenti che spesso non permettono di raggiungere in tempo le coincidenze sulla terraferma.

Tutto questo comporta disagi che ricadono direttamente sulla vita delle persone, soprattutto quando si tratta di raggiungere il posto di lavoro, sostenere un esame, effettuare una visita medica o semplicemente organizzare un viaggio senza dover perdere un’intera giornata o addirittura dover partire il giorno prima. Per questo motivo, un collegamento aereo non dovrebbe essere visto come un’alternativa alle navi e agli aliscafi, ma come un servizio aggiuntivo, da integrare alla rete dei trasporti esistente. Un’opportunità in più per valorizzare e rendere le nostre isole meno isolate, permettendo a tutti, da turisti a residenti di raggiungere più rapidamente la Sicilia ed il resto d’Italia. 

Un elemento imprescindibile dovrebbe essere il riconoscimento di questo servizio nell’ambito della continuità territoriale, con tariffe sostenibili e agevolazioni dedicate a chi risiede stabilmente nelle isole, seguendo esperienze già avviate in realtà come Pantelleria e Lampedusa. Non possiamo continuare a considerare normale che raggiungere la terraferma rappresenti una spesa importante e, spesso, un problema organizzativo. La possibilità di spostarsi non dovrebbe essere un privilegio, ma una condizione essenziale per garantire pari opportunità a tutti i cittadini. 

I vantaggi, inoltre, non riguarderebbero soltanto chi vive qui. Anche il turismo ne trarrebbe un beneficio significativo. Collegamenti più veloci e funzionali renderebbero l’arcipelago maggiormente accessibile durante tutto l’anno, contribuendo ad allungare la stagione turistica e a ridurre quella dipendenza dai soli mesi estivi che ancora oggi caratterizza la nostra economia. 

Credo che sia arrivato il momento di affrontare questo argomento con un approccio diverso, senza fermarsi alla considerazione che un collegamento aereo sia impossibile o troppo complicato da realizzare. Prima di escludere una possibilità, sarebbe opportuno verificarne concretamente la fattibilità, coinvolgendo amministrazioni locali, Regione, istituzioni competenti e operatori del settore. 

Le Eolie hanno bisogno di collegamenti moderni, efficienti e soprattutto adeguati alle esigenze di chi le vive durante tutto l’anno. Forse è arrivato il momento di andare oltre le semplici ipotesi e avviare un confronto concreto tra istituzioni, amministrazioni locali e soggetti competenti, affinché venga realizzato uno studio serio sulla fattibilità di un collegamento aereo dedicato al nostro arcipelago. 

Vivere su un’isola non dovrebbe significare essere costretti a rinunciare a opportunità, tempo e servizi che altrove vengono considerati normali.
Io ci credo!! 
Di Bartolo Fonti

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