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Capre selvatiche trasferite da Stromboli e Alicudi a Messina: un’operazione senza precedenti

Per anni migliaia di capre inselvatichite hanno invaso Alicudi e Stromboli, minacciando l’ecosistema eoliano e la vita quotidiana dei residenti. Abbandonate dagli agricoltori vent’anni fa, si sono moltiplicate fino a diventare un problema di sicurezza e ambientale.

  • Emergenza ambientale e sociale: circa 1.000 capre ad Alicudi e 2.000 a Ginostra devastano vigneti, giardini e specie endemiche, arrivando persino dentro le case.
  • L’operazione di cattura: guidata da Giovanni Dell’Acqua, dirigente del Servizio per il territorio di Messina, con quaranta forestali esperti. In un mese sono stati catturati 510 esemplari e trasferiti in Sicilia.
  • Trasferimento e controlli: dopo verifiche sanitarie, gli animali sono stati ceduti gratuitamente a un allevatore messinese.
  • Sfide logistiche: orografia impervia, recinti improvvisati, catture dall’alba alla notte. A Stromboli sono stati costruiti recinti vicino al cimitero di Ginostra; ad Alicudi, invece, il lavoro è stato più arduo tra rocce e sentieri franati.
  • Il dibattito: gli abitanti chiedono interventi strutturali e non escludono l’abbattimento. Gli animalisti si oppongono sia alla macellazione sia al trasferimento negli allevamenti, proponendo rifugi e santuari.

Dell’Acqua insiste: «Le capre non sono fauna selvatica, ma animali domestici abbandonati. È come lasciare un cane per strada: un reato». La vicenda resta aperta, tra esigenze di tutela ambientale e sensibilità animalista.

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FONDAZIONE VERONESI

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