Se ne parla da anni, praticamente da sempre. Messina è l’unica città metropolitana siciliana senza un aeroporto sul proprio territorio, e ogni volta che Catania va in tilt — come è successo di nuovo in questi giorni — il tema torna a galla.
Di Stefano Virgilio
Stavolta però qualcuno prova a dargli una forma concreta: il deputato regionale Calogero Leanza e il consigliere metropolitano Salvatore Sidoti hanno lanciato quello che chiamano “Patto dei 108”, un tentativo di mettere insieme tutti i Comuni della Città Metropolitana su un obiettivo unico.
Il meccanismo è volutamente semplice. Una sottoscrizione pubblica, simbolica, senza soldi di mezzo: prima sindaci, presidenti e consiglieri dei 108 Comuni, poi deputati regionali e nazionali, categorie economiche e sociali, e alla fine i cittadini. Insieme a un ordine del giorno identico da portare in tutti i consigli comunali, dallo Stretto fino alle Eolie.
“I gravi disagi registrati in questi giorni all’aeroporto di Catania non creano il problema, ma rendono ancora più evidente una necessità che esiste da tempo”, dicono Leanza e Sidoti. Poi la precisazione, quasi d’obbligo quando si parla di aeroporti in Sicilia orientale: “Non intendiamo alimentare contrapposizioni tra territori”. Nessuna guerra con Catania, insomma — solo la richiesta che anche Messina abbia il suo scalo.
E il territorio in questione non è piccolo: lo Stretto, Taormina, le Eolie, Tindari, i Nebrodi. Un pezzo di Sicilia che campa in gran parte di turismo e che si porta dietro da sempre lo stesso problema — arrivarci, e soprattutto arrivarci in fretta, resta complicato.
I due promotori si preoccupano subito di smarcarsi da un’accusa facile da prevedere: quella dell’ennesima grande opera buona solo per un taglio del nastro. “Non chiediamo un’opera di bandiera o una cattedrale nel deserto, ma un’infrastruttura strategica per residenti, imprese e turismo”, scrivono. Il percorso che propongono parte da quello che già esiste sul tavolo — le proposte, va detto, non mancano da anni — e dovrebbe arrivare, con dati oggettivi, a decidere dove costruire, se il progetto sta in piedi dal punto di vista economico e ambientale, e come collegarlo a ferrovia, autostrada e porti.
C’è anche una richiesta operativa precisa: convocare a settembre un’assemblea territoriale, chiamando in causa il sindaco metropolitano.
Resta da vedere quanti Comuni firmeranno davvero e se il Patto reggerà oltre l’annuncio iniziale. Di iniziative così, sull’aeroporto messinese, se ne sono viste altre — la differenza, semmai, la farà chi deciderà di metterci la faccia da settembre in poi.
Di Stefano Virgilio
Scegli NotiziarioEolie come fonte preferita su Google News






