Sicilia, rimpasto di governo in stand by: Schifani frena, decisiva l’attesa sulle inchieste
PALERMO – Il rimpasto del governo regionale siciliano è ormai a un passo, ma resta appeso all’esito delle inchieste giudiziarie che coinvolgono alcuni esponenti dell’esecutivo. Una situazione di stallo che ha portato il presidente della Regione, Renato Schifani, a rallentare le decisioni e a prendere tempo, accogliendo la richiesta arrivata da Fratelli d’Italia di rinviare ogni scelta.
Al centro della partita c’è in particolare la posizione dell’assessora regionale al Turismo, sulla quale è attesa a breve la decisione del Gip. Un passaggio giudiziario considerato cruciale dagli alleati di governo, soprattutto dai meloniani, che hanno chiesto esplicitamente di non procedere con il rimpasto prima che il quadro sia più chiaro, evitando cambiamenti che potrebbero risultare prematuri o politicamente rischiosi.
Di fronte a queste pressioni, Schifani ha scelto la linea della prudenza. Il presidente avrebbe infatti deciso di congelare la nuova giunta, rinviando ogni eventuale riorganizzazione a marzo, quando – si auspica – il contesto sarà più definito sia sul piano giudiziario sia su quello politico.
Il rimpasto, nelle intenzioni iniziali, avrebbe dovuto servire a riequilibrare i rapporti tra i partiti della maggioranza e a rafforzare l’azione di governo. Tuttavia, il peso delle inchieste in corso ha finito per condizionare tempi e modalità delle scelte, trasformando quello che doveva essere un passaggio politico in una decisione delicata, da maneggiare con cautela.
Nel frattempo, Fratelli d’Italia consolida il proprio ruolo all’interno della coalizione, riuscendo a imporre una pausa di riflessione, mentre gli altri alleati restano in attesa. La sensazione, a Palermo, è che nulla sia davvero deciso e che il rimpasto resti inevitabile, ma solo dopo che la magistratura avrà sciolto i nodi più delicati.
Fino ad allora, il governo Schifani continuerà a navigare in assetto provvisorio, con una nuova giunta pronta sulla carta, ma rinviata nei fatti a un momento politicamente più favorevole.









