Pollara abbraccia “Il Postino”: la magia di Troisi rivive sul palcoscenico dove tutto è nato
La serata conclusiva del Marefestival Salina – Premio Troisi porta per la prima volta il film sul palco. La Compagnia Tabula Rasa trasforma il capolavoro in teatro, proprio nella baia che lo ha reso immortale. Quindici anni di un festival che Salina sa custodire come un bene comune.
Ci sono luoghi che appartengono al cinema prima ancora che alla geografia. Pollara è uno di questi. Quella baia dalla scogliera verticale, quei murales con i volti di Massimo Troisi e Philippe Noiret, quel silenzio eoliano che nel film sembrava parlare quanto i personaggi: tutto qui respira ancora de Il Postino, trent’anni dopo.
Ed è qui che il Marefestival Salina – Premio Troisi ha scelto di chiudere la sua quindicesima edizione. Una scelta che è già, di per sé, un atto poetico.
La prima volta: Il Postino diventa teatro
Per la prima volta nella storia del festival, Il Postino è diventato un’opera teatrale. A firmare l’adattamento è la Compagnia Teatrale Tabula Rasa di Milazzo, che ha portato in scena lo spettacolo il 14 giugno alle ore 20:00 nella suggestiva cornice di Pollara, luogo simbolo del celebre film, che proprio qui trovò alcune delle sue ambientazioni più iconiche.
L’adattamento, curato da Giuseppe Cultrera, nasce con l’intento di rendere omaggio a Massimo Troisi e alla sua eredità artistica, restituendo al pubblico la poesia, la delicatezza e l’umanità che hanno reso immortale il film. Non una semplice riduzione scenica, ma un progetto che unisce teatro, musica e memoria cinematografica proprio nei luoghi che hanno fatto da sfondo al capolavoro.
La dimensione musicale dello spettacolo è stata affidata alla musica dal vivo: Salvatore Torre alla chitarra, Anastasia Bucca alla fisarmonica e gli interventi vocali del duo Onde Sonike hanno accompagnato la rappresentazione, trasformando la piazzetta di Pollara in un teatro naturale senza pari.
Una scenografia che il cinema non potrebbe costruire
I murales dedicati a Troisi e Philippe Noiret, il tramonto sulle scogliere, quel silenzio eoliano che nel film sembrava parlare quanto i personaggi hanno fatto da quinta a uno spettacolo che non aveva bisogno di scenografie aggiuntive. Pollara era già tutto.
Il direttore artistico Massimiliano Cavaleri aveva spiegato la scelta nei giorni precedenti: in tutti questi anni gli eventi principali si erano svolti nelle piazze di Santa Marina Salina e Malfa, ma non si era mai realizzata una serata interamente dedicata a Troisi proprio nei luoghi dove il film è stato girato. Quindici edizioni per arrivare finalmente qui. Vale la pena aspettare, quando si arriva nel posto giusto.
Un festival che cresce, un’isola che ricorda
Dal 12 al 14 giugno 2026 si è svolta la XV edizione del Marefestival – Premio Troisi, evento dedicato al cinema sull’isola di Salina, con un cast di ospiti che ha confermato il peso nazionale e internazionale della manifestazione. Giancarlo Giannini, Cristiana Capotondi, Chiara Francini, Aurora Quattrocchi, Corinne Cléry, Vincenzo Ferrera, il regista Marco Risi, il sassofonista jazz Nat Minutoli e Gerardo Ferrara, controfigura di Massimo Troisi ne Il Postino, hanno attraversato questi tre giorni insieme alla madrina storica Maria Grazia Cucinotta, presente fin dalla prima edizione.
Salina non ha un cinema. “È il cinema che va a casa delle persone e degli isolani”, ha dichiarato il presidente della Sicilia Film Commission Nicola Tarantino, sottolineando come commemorare una figura come Troisi sia fondamentale per tenere viva la memoria di riferimenti preziosi del cinema italiano.
Quindici anni di un miracolo eoliano
È proprio questo il miracolo compiuto da Salina in questi anni: non limitarsi a custodire il ricordo di un grande attore, ma riuscire a farlo vivere dentro il presente dell’isola. Il Marefestival non è una celebrazione commemorativa che guarda al passato. È una manifestazione viva, che ogni anno riesce a trovare un modo nuovo per tenere accesa quella luce.
La Compagnia Tabula Rasa, con la sua trasposizione teatrale de Il Postino a Pollara, ha fatto esattamente questo. Ha preso una storia che appartiene al cinema, alla memoria collettiva, a queste rocce e a questo mare, e l’ha restituita al luogo che l’ha generata.
Il postino è tornato a casa. E Pollara, ancora una volta, ha saputo accoglierlo.
Redazione NotiziarioEolie.it
Foto Messinatoday






