RINELLA – Anche quest’anno la Festa dei Capperi e della malvasia, appuntamento simbolo dell’isola e tra le sagre più amate delle Eolie.
La manifestazione, richiama residenti, turisti e appassionati del gusto, trasformando il borgo in un vero laboratorio di sapori e convivialità.
Una festa che unisce comunità e gastronomia
Protagonisti assoluti sono i capperi di Salina, eccellenza riconosciuta e ingrediente identitario della cucina eoliana. Per l’occasione, numerosi volontari del luogo preparano pietanze a base di capperi, offrendo ai visitatori un percorso gastronomico che spazia dalle ricette tradizionali alle interpretazioni più creative. Accanto ai capperi, non mancano altri prodotti tipici dell’isola: malvasia, vini locali, conserve e specialità artigianali, in un trionfo di profumi e sapori che raccontano la storia agricola e culturale di Salina.
A rendere ancora più coinvolgente l’atmosfera, una cornice musicale che accompagna la degustazione e anima la piazzetta fino al tramonto.
Il cappero, re della macchia mediterranea
La pagina dedicata all’evento ricorda anche la centralità del cappero nella tradizione agricola eoliana. Il Capparis spinosa, arbusto sempreverde che cresce tra muri scoscesi e terreni impervi, è da secoli parte del paesaggio di Salina.
Della pianta si consumano sia i boccioli (i capperi) sia i frutti (i cucunci), conservati sotto sale, aceto o olio. Nell’arcipelago sono diffuse due varietà principali, la nocella e la nocellara, con la cultivar “Tondina” particolarmente apprezzata per compattezza e qualità.
La raccolta, che avviene da fine maggio ad agosto, segue ancora oggi metodi tradizionali: sveglia all’alba, essiccazione su teli di juta, salatura in strati alternati e “cura” quotidiana per evitare fermentazioni eccessive. Un lavoro paziente che garantisce un prodotto naturale, profumato e privo di trattamenti chimici.
Un patrimonio da valorizzare
La Festa del Cappero in Fiore non è solo un evento gastronomico, ma un momento di valorizzazione del territorio, un’occasione per riscoprire la cultura agricola dell’isola e per promuovere un turismo attento e rispettoso.
Un appuntamento che, anno dopo anno, conferma il ruolo di Salina come custode di tradizioni autentiche e di un patrimonio naturale e culinario unico nel Mediterraneo.







