Un pellegrino spagnolo percorre l’Italia a piedi, senza denaro né tappe programmate, con un solo obiettivo: riscoprire la bontà dell’umanità
Trecentotrenta giorni di cammino, le suole consumate dall’asfalto e dai sentieri, lo zaino in spalla e nessun soldo in tasca. Adrian Ruiz Pelayo, trentacinque anni, originario di Malaga, è arrivato ad Assisi dopo aver percorso a piedi quasi tutta la penisola italiana, partendo da Palermo con la destinazione finale di Venezia. Una traversata che non è soltanto geografica, ma soprattutto spirituale.
Ruiz Pelayo si è fermato tre giorni nella città umbra che custodisce la memoria del Poverello d’Assisi, e ha già reso omaggio alle spoglie di San Francesco, esposte in questi giorni ai fedeli nella basilica. Un momento che, nelle sue parole, rappresenta il cuore pulsante di un viaggio iniziato quasi un anno fa, mosso da una spinta che va ben oltre la semplice devozione religiosa.
“Voglio scoprire e trasmettere la bontà della gente”, ha raccontato il pellegrino spagnolo all’ANSA, con la semplicità di chi ha imparato a fidarsi degli altri per sopravvivere. Niente prenotazioni, niente itinerari prestabiliti, niente denaro: solo la strada davanti a sé e la generosità degli italiani incontrati lungo il percorso.
La sua storia richiama alla mente le antiche tradizioni del pellegrinaggio medievale, quando i viandanti si affidavano all’ospitalità dei monasteri e delle comunità locali per mangiare e dormire. Ruiz Pelayo sembra aver riscoperto quella dimensione dimenticata, dimostrando che anche nell’Italia contemporanea esiste ancora uno spirito di accoglienza capace di nutrire — nel senso letterale del termine — chi si mette in cammino con fede e coraggio.
Da Palermo verso Venezia, passando per Assisi:
un percorso che attraversa secoli di storia e devozione italiana, unendo il Mediterraneo all’Adriatico lungo una dorsale di umanità condivisa. Quando finalmente raggiungerà la Serenissima, Adrian Ruiz Pelayo avrà percorso un itinerario che pochi oserebbero intraprendere, portando con sé non solo i ricordi di un viaggio straordinario, ma le storie di ogni persona che lo ha accolto, sfamato e incoraggiato a proseguire.







