L’ospedale messinese si conferma punto di riferimento regionale non solo nella cura, ma anche nell’innovazione terapeutica. Due notizie distinte, unite da un filo comune: la qualità della vita dei pazienti al centro di ogni scelta clinica.
Due notizie, due reparti, un unico messaggio: l’Azienda Ospedaliera Papardo di Messina non si accontenta di curare. Vuole capire, pubblicare, innovare e portare ai propri pazienti tutto quello che la medicina contemporanea mette a disposizione. Anche quando si tratta di attraversare i confini tra medicina tradizionale e pratiche integrative.
La ricerca sull’artrite psoriasica arriva sulle riviste nazionali
L’ospedale Papardo ha sviluppato nel tempo un approccio sempre più multidisciplinare alla gestione delle patologie reumatologiche, e la reumatologia diretta dal dott. Aldo Molica Colella ne è l’espressione più concreta. Il reparto ha contribuito a uno studio sull’efficacia delle terapie biologiche nell’artrite psoriasica — una malattia infiammatoria cronica che in Italia colpisce oltre centomila persone — la cui ricerca è stata accettata e pubblicata da una rivista scientifica a diffusione nazionale, consolidando il ruolo del Papardo come centro di riferimento non solo assistenziale ma anche di produzione scientifica.
L’artrite psoriasica non è una semplice malattia delle articolazioni. Colpisce mani, piedi, polsi, ginocchia e caviglie con gonfiore, dolore e rigidità, e ha un impatto profondo sulla qualità della vita del paziente, con ricadute che vanno ben oltre la sfera fisica. Per questo la ricerca sull’efficacia delle cure non è un esercizio accademico: è una necessità concreta per chi vive con questa diagnosi ogni giorno.
Il team del Papardo ha strutturato nel tempo un modello integrato di cura che affianca al reumatologo specialisti di altre discipline, con l’obiettivo di garantire percorsi terapeutici personalizzati e continuità assistenziale. È in questo contesto che nasce la capacità di produrre dati di qualità pubblicabili, frutto di una osservazione sistematica dei pazienti nel lungo periodo.
L’agopuntura entra nel percorso dei pazienti oncologici
Sul fronte dell’oncologia integrata, il Papardo ha avviato un progetto per l’utilizzo dell’agopuntura come strumento di supporto ai pazienti in trattamento chemioterapico. Non una scelta alternativa, ma complementare: l’agopuntura non cura il cancro e non sostituisce i trattamenti come chemioterapia, radioterapia o immunoterapia. Il suo utilizzo si inserisce nell’ambito dell’oncologia integrata, con l’obiettivo di alleviare i sintomi legati alla malattia e agli effetti collaterali delle cure.
I benefici documentati dalla letteratura scientifica internazionale sono concreti. Le revisioni sistematiche più recenti indicano che l’agopuntura è efficace soprattutto per la nausea e il vomito indotti da chemioterapia, la fatica correlata al cancro durante e dopo i trattamenti, il dolore correlato al tumore o alle terapie, e i disturbi del sonno e l’ansia legati alla diagnosi.
Al Papardo, il Servizio di Agopuntura è inserito nell’ambulatorio di terapia del dolore, diretto dal dottore Giuseppe Cama, e l’integrazione con la medicina oncologica punta proprio a risolvere alcuni dei sintomi che rendono più gravosa la chemioterapia: la fatigue, il prurito e la nausea.
Due strade, un’unica direzione
Reumatologia e oncologia, ricerca scientifica e medicine integrate: sembra un accostamento insolito, ma il filo che unisce questi due aggiornamenti è lo stesso. In entrambi i casi il Papardo sceglie di non fermarsi alla diagnosi e alla terapia standard, ma di andare oltre — verso la qualità della vita reale dei propri pazienti.
Il congresso regionale di reumatologia tenuto all’Auditorium del Papardo nel maggio 2026 ha messo in luce come la gestione multidisciplinare delle malattie reumatologiche sia oggi la direzione obbligata, soprattutto per le patologie rare o complesse che richiedono il contributo di più specialisti. Lo stesso principio vale per l’oncologia: un paziente che affronta la chemioterapia non è solo un corpo da trattare con farmaci, ma una persona con sintomi, paure, stanchezza e bisogno di essere accompagnata.






