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LIPARI E COMUNE – “Nuovo atto ATI mentre il Comune riparte: un tempismo che solleva più domande che risposte”, di Gianni Iacolino

COMUNICATO

Di Gianni Iacolino 
Assessore.

Una notizia vecchia come la caramella carrubba. È risaputo, Ficarra e Picone lo dicono sempre, che le grandi rivoluzioni nascono sempre davanti a un caffè.

I nostri eroi dell’opposizione, fedeli a questa nobile tradizione, presidiano con encomiabile costanza i tavoli dei bar locali, da cui dirigono con sagacia la loro battaglia contro chi, incautamente, continua a costruire strade, aprire cantieri e assumere personale. Una vera vergogna. Come si permettono? 

C’è un momento, nella vita amministrativa di un Comune, in cui finalmente le cose iniziano a muoversi: opere pubbliche che partono in tutte le isole, concorsi che ripartono dopo anni di stallo, una pianta organica che torna a respirare, un bilancio che, dopo stagioni di emergenza, viene ricostruita pezzo per pezzo con un lavoro tecnico serio e faticoso.

E proprio in quel momento, come in una commedia dal copione fin troppo prevedibile, arriva puntuale l’ingiunzione dell’ATI Messina, proprio al momento giusto per dare ossigeno e speranza a chi ambisce a ritornare nel palazzo.

Un caso? Una coincidenza? O forse una di quelle coincidenze così perfette da sembrare studiate?

Il déjà-vu che nessuno ricorda (o finge di non ricordare) viene rilanciata con toni apocalittici da alcune testate locali e viene presentata come una rivelazione improvvisa, peccato, però, che non sia affatto nuova.

Un provvedimento analogo, infatti, era già stato emesso prima dell’approvazione dell’ultimo bilancio (2025), e l’Amministrazione lo aveva regolarmente impugnato. Quel procedimento è tuttora al vaglio del TAR.

E qui nasce la prima domanda spontanea: com’è possibile che un ente con funzioni pubbliche, l’ATI, emetta un nuovo provvedimento mentre il precedente è ancora sub iudice?
Qual è la fretta?
O meglio: di chi è la fretta?

Il tempismo perfetto… per chi vuole bloccare tutto!

Il nuovo atto dell’ATI arriva esattamente mentre:

il Comuna avvia numerosi cantieri per la realizzazione di opere importanti;
il Comune sta completando i concorsi per ricostruire la pianta organica;
si tiene la riunione tecnica ricognitiva sul bilancio tecnico;
si tenta finalmente di uscire da una crisi amministrativa che dura da anni.

È difficile non notare che un provvedimento del genere, emesso proprio ora, tenta di produrre due effetti molto concreti: 
1. bloccare o rallenta le assunzioni, quelle che altri — in passato — non hanno voluto, saputo o potuto fare;
2. rimettere in discussione il bilancio, un meccanismo già visto e rivisto, noto a tutta la cittadinanza, il cui ritardo, tanto agognato da chi si è opposto in tutti i modi, tanti danni ha creato. 

Sembra quasi un manuale di maccartismo amministrativo: non si attacca direttamente, non si dice “fermate tutto”, ma si crea un clima di sospetto, si getta un’ombra, si insinua il dubbio.
E il risultato desiderato è lo stesso: spargere discredito e tentare la paralisi amministrativa.

La domanda che nessuno vuole fare (ma che è doveroso porre) è: chi ha firmato questo provvedimento? 

È la stessa persona che, come alcune ricostruzioni giornalistiche sottolineano, ha ricoperto ruoli nel Comune di Lipari? Certamente capta anche nella vita amministrativa che qualche amicizia non viene dimenticata? 
Se anche questo capitasse a Lipari – sempre astrattamente parlando -, non sarebbe illegale, certo. Ma sarebbe quantomeno opportuno chiarirlo, al fine di non destare sospetti tra i più maliziosi. 

C’è poi un’altra questione, più sostanziale: 
ATI Messina, invece di attivarsi per assumere il servizio come previsto dalla legge, perché continua a produrre atti che complicano la vita dei Comuni, già complicata dalla stessa incapacità di passare alla fase operativa gestionale? 

La sensazione, sempre più diffusa, è che si stia assistendo a un rovesciamento dei ruoli:
l’ente che dovrebbe garantire un servizio essenziale sembra impegnato più a generare contenziosi che ad assumersi il servizio in regime di gestione unica e di tariffa unica come è già avvenuto nella maggior parte delle “Province siciliane”, quindi a risolvere i problemi e non a crearli. 

Sobriamente, senza gridare allo scandalo, basta osservare i fatti:
un provvedimento emesso nel momento più delicato per il Comune, un precedente ancora pendente al TAR, un tempismo che definire “curioso” è un eufemismo, e un clima di sospetto che ricorda certe stagioni in cui bastava un’ombra per bloccare tutto, ma questo non accadrà! 

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