Le isole minori rappresentano una risorsa strategica per l’Europa.
È questa la lettura proposta da Uniem al termine dell’undicesima edizione del Clean Energy for EU Islands Forum, che si è svolta il 20 e 21 maggio 2026 a Maiorca.
L’incontro, organizzato dal Clean Energy for EU Islands Secretariat, iniziativa della Commissione europea, rappresenta uno dei principali momenti di confronto dedicati alla transizione energetica dei territori insulari.
Il Forum ha riunito oltre 150 partecipanti provenienti da 22 Paesi, tra rappresentanti delle comunità locali, operatori dei sistemi energetici, delegazioni di nove governi nazionali e delle maggiori regioni insulari europee.
Il tema scelto per l’edizione 2026, “Resilient islands, resilient Europe”, ha posto al centro il legame tra la capacità di risposta delle isole e la resilienza dell’intero sistema europeo. Il confronto ha riguardato la governance della decarbonizzazione, la sicurezza energetica e gli strumenti necessari per accompagnare una transizione equa e sostenibile nei territori insulari.
Le oltre 2.400 isole abitate dell’Unione europea presentano condizioni differenti rispetto ai grandi sistemi continentali. In molti casi devono gestire reti di dimensioni ridotte, variazioni stagionali della domanda e una maggiore complessità nel mantenere l’equilibrio tra produzione e consumi.
Proprio queste caratteristiche rendono le isole contesti nei quali osservare e sperimentare soluzioni legate alle fonti rinnovabili, agli accumuli, alla digitalizzazione delle reti e alla continuità del servizio.
Ogni territorio richiede strumenti costruiti sulle proprie condizioni. Dimensioni, infrastrutture, disponibilità delle risorse e livello di interconnessione cambiano da un’isola all’altra. La transizione energetica deve quindi tenere insieme innovazione, sicurezza del sistema e conoscenza delle specificità locali.
Al Forum ha partecipato anche Alessandro Bianco, presidente dell’Unione Nazionale Imprese Elettriche Minori. Nel suo intervento ha richiamato la necessità, per l’Italia, di passare dai principi generali all’adozione di provvedimenti capaci di accompagnare l’evoluzione energetica delle isole minori.
Una valutazione che si inserisce nel dibattito sulle misure necessarie per riconoscere le peculiarità dei sistemi elettrici insulari. La crescita delle fonti rinnovabili riguarda infatti anche l’adeguamento delle reti, gli strumenti di controllo e la capacità di accumulo, soprattutto nei territori non interconnessi.
Riccardo Novo, Senior Renewable Energy Expert del Clean Energy for EU Islands Secretariat, ha ricordato che l’Italia aveva assunto un ruolo di primo piano introducendo, dal 2017, una remunerazione dedicata alle fonti rinnovabili nelle isole minori non interconnesse.
Secondo l’esperto, il passaggio successivo dovrebbe riguardare il riconoscimento delle caratteristiche specifiche delle reti insulari e la possibilità di sostenere investimenti nella digitalizzazione e nei sistemi di accumulo.
Novo ha inoltre richiamato le esperienze già avviate in altri Stati membri, tra cui Spagna, Portogallo, Francia e Grecia, dove sono state introdotte misure rivolte alle esigenze dei sistemi energetici insulari.
Il confronto di Maiorca conferma così il ruolo crescente delle isole nel dibattito energetico europeo. Da territori posti ai margini dei grandi sistemi continentali, le isole assumono sempre più il ruolo di laboratori nei quali sicurezza energetica, innovazione tecnologica e sostenibilità devono trovare un equilibrio.
Per le isole minori italiane, il tema riguarda prima di tutto la capacità di garantire continuità e affidabilità del servizio, accompagnando allo stesso tempo l’evoluzione delle tecnologie e delle infrastrutture.
È su questo terreno che il passaggio dai principi agli strumenti assume un valore decisivo.
Le isole possono offrire all’Europa esperienze, competenze e soluzioni utili anche oltre i propri confini. La loro complessità rappresenta infatti un punto di osservazione privilegiato sulle trasformazioni che interessano l’intero settore energetico.






