Furto al museo di Messina, il comandante dei Carabinieri Tutela Patrimonio a Uno Mattina News: “Ecco cosa c’è dietro ai furti d’arte”
Il Tenente Colonnello Diego Polio – nativo di Genova e di origini eoliane – comandante del gruppo per la Tutela del Patrimonio Culturale dell’Arma, ospite in studio dopo il clamoroso colpo al museo Accascina. Sottratti quattro capolavori di Antonello da Messina
Il furto messo a segno la sera di Ferragosto al Museo Regionale Interdisciplinare di Messina, il MuMe intitolato a Maria Accascina, continua a tenere banco anche in televisione. A Uno Mattina News, il programma di approfondimento mattutino di Rai 1, è stato ospite in studio il Tenente Colonnello Diego Polio, comandante del gruppo per la Tutela del Patrimonio Culturale dell’Arma dei Carabinieri, per fare il punto su quanto accaduto a Messina e, più in generale, sul fenomeno dei furti d’arte in Italia.
Cosa è successo al museo di Messina
Nella serata di sabato 15 agosto, un commando di almeno tre persone a volto coperto si è introdotto nel museo forzando un accesso secondario sul retro della struttura, in viale della Libertà, approfittando del fatto che la città era impegnata nei festeggiamenti per la tradizionale processione della Vara. I malviventi sono arrivati dritti alla sala che custodiva le opere di Antonello da Messina, riuscendo a sottrarre tre tavole del Polittico di San Gregorio del 1473 e una tavoletta bifronte raffigurante la Madonna e il Cristo in pietà. Le indagini, coordinate dalla Procura distrettuale di Messina, sono state affidate alla Squadra Mobile della Questura e ai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale, arrivati anche da Roma a supporto dei colleghi siciliani.
L’intervista in studio
Nel corso del collegamento con lo studio di Uno Mattina News, il tenente colonnello Polio ha inquadrato il caso messinese all’interno del più ampio fenomeno del traffico illecito di opere d’arte, spiegando il lavoro che il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale svolge quotidianamente per il recupero dei beni sottratti e per il contrasto al mercato clandestino, spesso orientato verso il collezionismo privato internazionale. Un tema che tocca da vicino anche la memoria di furti mai risolti, come quello della Natività di Caravaggio, scomparsa da Palermo nel 1969 e mai più ritrovata, richiamata durante il servizio come esempio di quanto possa essere difficile recuperare un’opera una volta entrata nei circuiti del mercato nero.
Le indagini in corso
Sul fronte investigativo, la pista privilegiata resta quella del collezionismo privato e del mercato nero internazionale, senza escludere l’ipotesi di professionisti agiti su commissione. Non sono mancate le reazioni istituzionali: dal sindaco di Messina Federico Basile al presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, fino al ministro della Cultura Alessandro Giuli, tutti hanno espresso vicinanza alla città e fiducia nel lavoro degli inquirenti, sottolineando come il furto rappresenti una ferita non solo per il patrimonio artistico locale, ma per l’identità culturale dell’intera comunità.
Il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, nato nel 1969 come Nucleo Tutela Patrimonio Artistico, resta oggi un punto di riferimento internazionale nel contrasto ai reati contro i beni culturali: la speranza, come ribadito più volte anche da altri investigatori del Comando, è quella di poter restituire al più presto le opere sottratte al museo Accascina al luogo dove la storia le aveva collocate.







