Un’ora e dieci minuti di attesa sull’asfalto bollente, sotto un ombrellone di fortuna, in attesa dei soccorsi.
È il racconto shock di Elisabetta, che si è imbattuta nell’incidente e ha prestato assistenza alla ragazza coinvolta fino all’arrivo del 118
LIPARI – “A Lipari si può morire nell’attesa infinita di un’ambulanza”. È l’accusa, dura e diretta, che arriva da una segnalazione inviata alla nostra redazione, testimone ieri pomeriggio di un incidente stradale nella curva di Quattrocchi, lungo la strada che collega Pianoconte a Lipari.
Il racconto della lettrice
Secondo quanto ci scrive, l’incidente sarebbe avvenuto ieri intorno alle 15.00: una ragazza in scooter sarebbe stata travolta da un’auto proprio in corrispondenza della curva di Quattrocchi. Elisabetta, che stava scendendo verso Lipari, si è trovata davanti una scena drammatica: la giovane coinvolta sdraiata sull’asfalto reso rovente dal sole d’agosto, lo scooter incastrato e distrutto, il vetro dell’auto investitrice andato in frantumi per l’impatto del casco della ragazza.
Non trovando altro modo per proteggere la giovane dal sole cocente, la lettrice racconta di aver tenuto aperto il proprio ombrellone sopra il corpo della ragazza per oltre un’ora: dalle 15.00 alle 16.10, in attesa che arrivasse un mezzo di soccorso.
“Allarme rosso, ma l’ambulanza non arrivava”
Il punto più critico della segnalazione riguarda proprio i tempi di intervento. Secondo la testimonianza di Elisabetta, alla centrale del 118 sarebbe stato comunicato un codice di allarme rosso, ma l’ambulanza sarebbe arrivata solo dopo oltre un’ora, proveniente dall’ospedale. Un’attesa che la lettrice definisce inaccettabile, soprattutto considerando la gravità della scena a cui ha assistito.
A complicare il quadro, scrive ancora Elisabetta, il fatto che non si tratterebbe di un episodio isolato: sarebbe già la seconda volta in tre mesi che si trova a prestare una forma di assistenza di fortuna a persone coinvolte in incidenti stradali, in attesa di soccorsi che tardano ad arrivare.
La fortuna nella sfortuna
Nel racconto della lettrice c’è spazio anche per una nota positiva, in un pomeriggio altrimenti drammatico: sul luogo dell’incidente si sono fermate spontaneamente due infermiere, che hanno prestato i primi soccorsi alla ragazza in attesa dell’arrivo del mezzo del 118.
Un allarme che si allarga alla sanità dell’isola
Nella sua testimonianza, Elisabetta allarga la riflessione all’intero sistema sanitario di emergenza dell’isola, chiedendo che la questione venga portata all’attenzione nazionale. Un’attesa di oltre un’ora per un’ambulanza con codice rosso, scrive, pone interrogativi seri sulla tenuta del servizio di emergenza-urgenza a Lipari, soprattutto in un periodo, quello di Ferragosto, in cui la popolazione dell’isola si moltiplica per l’arrivo di migliaia di turisti.
“Se non possiamo portare aiuto di prima urgenza – scrive la lettrice – non possiamo fare sbarcare migliaia di persone sull’isola il 14 di agosto”.






