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Eolie: piccolo grampo lotta per salvare la madre morente. – Video

piccolo grampo lotta per salvare la madre morente

E’ accaduto ciò che non vorremmo mai vivere nel nostro lavoro. 

Da: Filicudi Wildlife Conservation – Pronto Soccorso Tartarughe Marine

Una madre di grampo, una specie di cetaceo appartenente alla famiglia dei Delphinidae molto raro da osservare alle Eolie, in difficoltà, con la coda spezzata, quasi moribonda in compagnia del suo piccolo. Dalle dimensioni relative il piccolo è probabilmente ancora incapace di procacciarsi il cibo da solo in quanto ancora in fase di allattamento. Senza tregua, a pochi metri dalla costa, tentava di tenere la madre a galla, gli girava intorno, la spingeva per cercare di aiutarla. Una scena straziante, triste, dai risvolti purtroppo abbastanza pessimistici. 

Quanti ci hanno chiesto se si potesse fare qualcosa per quel povero piccolo in difficoltà con la madre destinata al peggio e, dopo attente valutazioni e monitoraggio della situazione, la risposta che abbiamo dovuto dare è stata la peggiore al momento. 

Un piccolo non svezzato non può vivere senza la madre in natura a meno che non venga adottato da un altra delfina in allattamento e trovare un gruppo di grampi con queste caratteristiche per reintrodurre il giovane in breve tempo è una sfida impossibile. 

Cercare di spostare, sollevare, trasportare il giovane in una struttura senza la presenza di un veterinario autorizzato non è la procedura corretta. L’intervento potrebbe portarlo a stress fatale, a rischio di lesioni interne e/o di malattie trasmissibili da contatto. Inoltre, se il delfino recuperato è orfano, per esperienza, il tasso di mortalità è estremamente elevato e il salvataggio rappresenterebbe una sfida medica enorme e complicata, che viola spesso le norme del benessere animale.
Storicamente, i tentativi di riabilitazione di neonati o cuccioli non ancora autonomi sono falliti nella maggior parte dei casi.

Le ragioni principali includono: 
Mancanza di anticorpi e nutrizione: Il latte di delfino è ricchissimo di grassi e nutrienti difficili da replicare artificialmente. Formulare una dieta artificiale che non causi problemi gastrointestinali letali è una sfida complessa. Traumi e infezioni: I cuccioli arrivano al centro di recupero già fortemente disidratati, stressati o affetti da patologie pregresse dovute alla malnutrizione.
Mancanza di educazione sociale: In natura, un delfino resta con la madre dai 3 ai 6 anni. Senza di lei, oltre al nutrimento, perde l’apprendimento delle tecniche di caccia e delle dinamiche sociali.

Secondo la nostra opinione e le indicazioni del CERT questo è quello che si può fare:
• lasciare i due cetacei da soli per provare a lasciarli tranquilli e non interferire con eventuali comunicazioni con conspecifici che potrebbero supportare il piccolo, se parzialmente in grado di procacciarsi il cibo.
• Dato che il piccolo purtroppo sembra avere ancora le dimensioni di un individuo che dipende dalla madre la situazione è abbastanza critica e una madre che non può più supportarlo potrebbe essere un elemento che incide fatalmente sulla sua vita;
• Il piccolo delfino resterà vicino alla madre anche dopo la morte. La madre morta, prima o poi affonderà e il giovane resterà da solo; in questo contesto potrebbe lasciarsi morire vista l’impossibilità di alimentarsi da solo o cercare di sopravvivere da solo;
• cercare di tornare a cercarli nei prossimi giorni e allertare la Guardia Costiera in caso il piccolo da solo si rifugiasse in acque basse, anche viste le condizioni meteo in arrivo;
• un piccolo interdipendente dalla madre che resta solo non ha molte opzioni per sopravvivere; se in acque basse, si potrebbe procedere all’eutanasia altrimenti, se non disponibile un medico veterinario autorizzato, si attende la morte naturale garantendo per qualsiasi scenario il suo benessere e sicurezza e quindi evitando disturbi e interferenze di ogni tipo.

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