Caronte & Tourist annuncia aumenti generalizzati su tutte le linee Siremar. Colpiti residenti, pendolari, turisti e autotrasportatori. Escluse le Pelagie.
Brutta notizia per chi vive, lavora o viaggia nelle isole minori siciliane. A partire dal 15 maggio 2026 scatterà una stangata sulle tariffe dei traghetti di linea, con rincari che oscilleranno tra il 30% e il 50% rispetto ai prezzi attualmente in vigore.
A comunicarlo è stata la Caronte & Tourist Isole Minori Spa, che ha inviato un documento ufficiale alle biglietterie di scalo preannunciando l’adeguamento tariffario imminente.
Chi viene colpito
L’aumento non risparmia nessuna categoria: residenti, pendolari, turisti, veicoli ordinari e commerciali subiranno tutti l’incremento. Una misura che rischia di pesare in modo particolare sulle comunità isolane, già alle prese con i costi strutturalmente più elevati della vita insulare, e sugli autotrasportatori che garantiscono il rifornimento quotidiano di merci e beni di prima necessità.
Per le Isole Eolie — e più in generale per tutto l’arcipelago delle isole minori siciliane interessato dalle rotte — l’impatto si farà sentire proprio all’avvio della stagione turistica, con il rischio concreto di scoraggiare visitatori e rendere ancora più oneroso il già difficile pendolarismo tra le isole e la terraferma.
Il documento ufficiale: parla Caronte & Tourist
La comunicazione aziendale è inequivocabile. Nel testo si legge chiaramente: “A decorrere da venerdì 15 maggio, su tutte le linee Siremar, di interesse ministeriale e sui relativi servizi integrativi, il listino attualmente in vigore sarà oggetto di un primo incremento generalizzato dalle tariffe applicate a passeggeri, veicoli ordinari e residenti, nonché ai veicoli commerciali. Nei prossimi giorni sarà nostra cura trasmettere il nuovo listino tariffario che prevederà variazioni comprese tra un minimo del 30 ad un massimo del 50%, rispetto alle tariffe attualmente applicate.”
Il riferimento a un “primo incremento” non lascia tranquilli: la porta a futuri ulteriori rialzi sembra restare aperta.
Le ragioni dell’aumento
Secondo quanto dichiarato dalla società, la decisione è diventata inevitabile a causa del mancato completamento della procedura di riequilibrio tariffario avviata a luglio dello scorso anno e ad oggi ancora ferma, senza che gli organismi nazionali e regionali competenti abbiano portato a termine l’iter avviato.
In sostanza: la compagnia ha atteso mesi una risposta istituzionale che non è arrivata, e ora scarica il costo di questa inerzia direttamente sui passeggeri.
L’eccezione delle Pelagie
L’unica nota positiva riguarda le isole di Lampedusa e Linosa. Come precisa lo stesso documento aziendale: “Resta invece in vigore il servizio regionale per le Pelagie, giacché non sarà interessato dall’adeguamento.” Le rotte per l’arcipelago pelагiano manterranno dunque, almeno per ora, le tariffe attuali.
Una decisione che arriva come un fulmine a ciel sereno per migliaia di persone, a pochi giorni dall’inizio della stagione estiva. Residenti e associazioni di categoria sono già sul piede di guerra. La palla torna ora alle istituzioni — Regione Siciliana e Governo nazionale — chiamate a dare risposte rapide su una vicenda che non può essere lasciata sulle spalle di chi l’isola la vive tutto l’anno, 365 giorni su 365.
Redazione – NotiziarioIsoleEolie.it







