Di Cristina Ciminnisi – Deputato ARS – M5S
Ieri, 22 aprile, dopo mesi dalla mia richiesta, si è finalmente tenuta in IV commissione (Mobilità) l’audizione sui collegamenti con le isole minori, un tema di cui mi occupo con costanza da anni per difendere un diritto fondamentale: quello alla mobilità degli isolani.
Abbiamo ascoltato i sindaci delle isole, che hanno rappresentato con chiarezza le difficoltà quotidiane che cittadini, lavoratori e imprese sono costretti ad affrontare. Tuttavia, a questa importante occasione di confronto il Governo regionale — e in particolare l’assessore Aricò — ha scelto di non presentarsi, né di inviare rappresentanti degli uffici. Un’assenza grave e inaccettabile, un atto di irresponsabilità istituzionale davanti a un’emergenza reale.
Questa assenza ha impedito di fare piena luce su un punto fondamentale: la reale portata delle inadempienze contrattuali delle compagnie di navigazione e l’effettiva esistenza di controlli sulle continue cancellazioni delle corse, troppo spesso ricondotte ad avverse condizioni meteo, senza che vi sia la necessaria trasparenza e verifica.
Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: mobilità scolastica e sanitaria compromessa, difficoltà per chi garantisce servizi pubblici, imprese messe in ginocchio. A Pantelleria, in particolare, la situazione è drammatica: collegamenti saltati e mai chiariti stanno bloccando anche opere pubbliche, per l’impossibilità di trasportare materiali e mezzi.
Tutto questo si traduce in un peso crescente per il tessuto imprenditoriale locale e in un freno alle prospettive di sviluppo economico delle isole.
I sindaci hanno avanzato proposte chiare: rivedere il sistema dei collegamenti, rimodulare il naviglio esistente, introdurre mezzi più moderni e con maggiore capacità di carico. Richieste di buon senso che meritano almeno di essere prese in considerazione.
Non possiamo accettare che intere comunità restino isolate o penalizzate. Continuerò a portare avanti questa battaglia con determinazione, perché il diritto alla mobilità non può essere un privilegio, ma deve essere garantito a tutti.
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