Taormina, la Tari sfonda ogni record: costi quasi raddoppiati in tre anni e tariffe tra le più alte d’Italia
La tassa rifiuti a Taormina è esplosa. Nel giro di appena tre anni il costo del servizio è quasi raddoppiato, generando una pressione considerata ormai insostenibile da imprenditori, commercianti e operatori turistici. Un trend di crescita che – secondo le associazioni di categoria – ha portato le tariffe locali tra le più elevate del territorio nazionale.
Un incremento fuori controllo
Il costo complessivo del servizio rifiuti gestito da Asm Taormina è passato da 5.437.000 euro del 2024 a 8.639.000 euro nel 2025: un balzo di quasi il 59% in un solo anno, che conferma una tendenza di aumenti progressivi nel triennio 2023–2025.
Le tariffe applicate alle utenze non domestiche hanno registrato rincari dal 34% al 48%, con incrementi da 1 a 21 euro al metro quadrato, colpendo in modo particolare strutture ricettive, ristorazione, negozi e servizi.
Secondo le associazioni imprenditoriali, l’aumento “quasi raddoppiato” dell’ultimo triennio ha portato le tariffe taorminesi ad attestarsi “tra le più elevate del territorio nazionale”.
La protesta delle imprese
L’Associazione Imprenditori Taormina, presieduta da Carmelo Pintaudi, ha lanciato un allarme formale: l’incremento delle tariffe avrebbe effetti devastanti sulla sostenibilità economica delle attività, già messe sotto pressione dal caro-energia, dall’aumento del costo del lavoro e dalle difficoltà strutturali del settore turistico.
Gli imprenditori chiedono:
- una revisione immediata delle tariffe per le attività economiche;
- criteri di calcolo più equi sulle superfici produttive;
- una verifica trasparente delle voci di spesa che hanno generato aumenti così rilevanti nel triennio 2023–2025.
La richiesta nasce anche dal timore che il piano economico-finanziario contenga costi stimati in eccesso rispetto a quelli realmente sostenuti: in tal caso, gli imprenditori sollecitano un ricalcolo nel futuro PEF a beneficio degli utenti.
Le ragioni del Comune e le critiche dell’opposizione
L’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Cateno De Luca, difende gli aumenti sostenendo che fossero necessari per elevare la qualità del servizio, aumentare personale e frequenza del lavaggio strade, introdurre mezzi elettrici e potenziare la raccolta.
Ma l’opposizione parla di “gestione inefficiente e sproporzionata”, denunciando un incremento del +61% in due anni senza un miglioramento proporzionato del servizio.
Un problema destinato ad esplodere?
In un contesto in cui Taormina punta ad affermarsi come città d’eccellenza del turismo internazionale, la questione Tari rischia di diventare il nodo più critico per la competitività del territorio. Alberghi, ristoranti e negozi – già schiacciati da un contesto economico complesso – vedono nei rincari un ostacolo reale alla tenuta del tessuto produttivo.
Le associazioni annunciano di non escludere ulteriori iniziative di protesta se non arriveranno risposte concrete dal Comune.









