L’isola fa i conti con le conseguenze del ciclone “Harry”: lo scalo è operativo solo parzialmente da oltre un mese
L’isola fa i conti con le conseguenze del ciclone “Harry”: lo scalo è operativo solo parzialmente da oltre un mese, Ginostra è interdetta ai mezzi veloci. Con la Pasqua a 40 giorni, la comunità chiede risposte urgenti alle istituzioni.
Stromboli è in ginocchio. Da oltre un mese il porto principale dell’isola è solo parzialmente operativo a causa dei danni provocati dal ciclone “Harry”, mentre lo scalo di Ginostra è stato del tutto interdetto ai mezzi veloci di linea dall’Ufficio Circondariale Marittimo di Lipari, a seguito della mareggiata del 13 febbraio scorso.
A denunciare la situazione è il Consorzio Imprese Edili di Stromboli, che insieme alla Proloco Amo Stromboli ha inviato una lettera urgente al Prefetto di Messina e alle autorità competenti, chiedendo un intervento immediato.
Un’isola strozzata dai limiti di tonnellaggio
Il nodo centrale della crisi è tecnico ma dalle conseguenze drammatiche: allo stato attuale, al molo di Stromboli possono attraccare soltanto mezzi gommati di peso inferiore alle 3,5 tonnellate. Una soglia che di fatto blocca i rifornimenti essenziali: i materiali edili per i cantieri in corso, il carburante destinato alla centrale elettrica Enel e ai distributori locali, e i beni di prima necessità per la popolazione residente, già ridotta al solo nucleo stabile. I costi del trasporto marittimo, a causa di queste limitazioni, sono diventati insostenibili per le imprese locali.
Il rischio nettezza urbana è imminente
Tra le emergenze più urgenti segnalate nella lettera c’è quella igienico-sanitaria. La raccolta dei rifiuti solidi urbani, già ridotta al minimo con i soli residenti sull’isola, rischia l’interruzione totale nel giro di pochi giorni: senza la possibilità di utilizzare mezzi pesanti, il conferimento in discarica è di fatto impossibile. Un problema che, se non risolto in tempi brevissimi, potrebbe generare un serio rischio per la salute pubblica.
La Pasqua si avvicina, le risposte no
A rendere ancora più pressante la situazione è il calendario: mancano circa 40 giorni a Pasqua, data che tradizionalmente segna l’avvio della stagione turistica per le isole Eolie. Le imprese locali non riescono ad allestire le strutture ricettive, i cantieri sono fermi, e l’incertezza sui tempi di ripristino del porto getta un’ombra sull’intera stagione estiva, dalla quale dipende in larga parte la sopravvivenza economica dell’isola.
Il Consorzio sottolinea con forza che, dopo settimane di silenzio, la comunità non ha ancora ricevuto dalle autorità competenti alcuna comunicazione ufficiale, né rassicurazioni sui tempi e sulle modalità di intervento.
La richiesta al Prefetto
Nella lettera, i firmatari chiedono al Prefetto di Messina di farsi promotore di un tavolo urgente tra istituzioni regionali, comunali ed enti delegati, per fornire risposte concrete ai cittadini. La richiesta non è quella di attendere un’opera definitiva — comprensibilmente lunga — ma di predisporre nell’immediato una soluzione anche provvisoria che consenta l’attracco senza limiti di tonnellaggio, a tutela delle infrastrutture critiche e della vita stessa della comunità.
Stromboli, isola abituata a convivere con eruzioni, tsunami e alluvioni, chiede stavolta di non essere lasciata sola di fronte a un’emergenza che, a differenza dei fenomeni naturali, potrebbe essere affrontata con una risposta istituzionale tempestiva.









