La Giunta regionale siciliana accelera sul fronte dei sostegni economici per contrastare l’impennata dei prezzi energetici.
È attualmente allo studio un piano straordinario di interventi, da 25 milioni di euro, battezzato “pacchetto caro carburante”, volto a dare respiro ai settori produttivi dell’Isola messi in ginocchio dai costi di produzione insostenibili.
Sostegni per i settori chiave
Inizialmente pensato per i trasporti, il raggio d’azione del provvedimento è stato ufficialmente ampliato. La Regione ha confermato che i benefici saranno estesi a due pilastri fondamentali dell’economia siciliana: l’agricoltura e la pesca.
Entrambi i comparti stanno attraversando una crisi senza precedenti:
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Per gli agricoltori, il rincaro del gasolio agricolo ha fatto lievitare i costi di aratura, irrigazione e trasporto dei prodotti.
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Per le marinerie, l’uscita in mare è diventata in molti casi antieconomica, con pescherecci costretti a restare in porto a causa di costi del carburante che superano i ricavi del pescato.
L’impegno della Giunta
L’obiettivo del governo regionale è quello di iniettare liquidità immediata nelle imprese attraverso contributi diretti o agevolazioni fiscali, cercando di mitigare l’effetto dei rincari che rischia di tradursi in un aumento dei prezzi al consumo per i cittadini e, nel peggiore dei casi, nella chiusura di molte realtà storiche.
“I comparti dell’agricoltura e della pesca sono il cuore pulsante della nostra Isola e non possono essere lasciati soli in questa fase critica,” emerge dalle prime indiscrezioni sugli uffici tecnici di Palermo.
L’intervento si inserisce in una strategia più ampia volta a tutelare il Made in Sicily e a garantire la continuità produttiva in un momento di forte instabilità dei mercati internazionali.









